William James
L’arte
di essere saggi è l’arte di capire a che cosa si può
passare sopra.
Criticare è valutare, impadronirsi, prendere
possesso intellettuale, insomma stabilire un rapporto con la cosa criticata e
farla propria.
La
più grande scoperta della mia generazione è che gli esseri umani possono
cambiare le loro vite cambiando le abitudini mentali.
La
vera cultura vive di simpatie e ammirazioni, non di antipatie
e disprezzo.
Tessiamo
noi stessi il nostro fato, buono o cattivo, e il lavoro fatto non si può più
sfare: nulla di ciò che facciamo viene mai cancellato.
William James nacque
a
Si laureò
in medicina nel 1869 all'Università di Harvard, ma
negli anni successivi si dedicò allo studio della filosofia e della psicologia,
di cui negli Stati Uniti fu il primo docente universitario (a Harvard, dove, a partire dal 1873,
fondò uno dei primi laboratori di psicologia sperimentale); nel frattempo era
nato il Metaphysical Club, un gruppo a
cui, oltre a James, parteciparono C. S. Peirce, O. W. Holmes,
N. S. Green, e da cui si sviluppò il pragmatismo, corrente filosofica di cui James è, insieme a Peirce,
l'esponente più rappresentativo dell'Ottocento.
Nel 1890
ottiene, sempre ad Harvard,
la cattedra di filosofia, e pubblica i Principi di psicologia (1890), in
due volumi, opera precorritrice diretta del funzionalismo, che applica alla
comprensione dei fenomeni psichici un metodo insieme fenomenologico
e genetico-funzionale di matrice darwiniana,
in cui la realtà psichica è vista come «flusso di coscienza» da descriversi
nella sua immediatezza al di là di ogni sovrastruttura metafisica (positivistica o idealistica).
Tra le
altre opere: La volontà di credere e altri saggi di filosofia popolare
(1897); La varietà dell'esperienza religiosa (1902); Pragmatismo
(1907); Il significato della verità (1909); Un universo pluralistico
(1909): Alcuni problemi di filosofia (incompiuta, 1911) e Saggi
sull'empirismo radicale (postumi, 1912).
Muore a Chocorua, nel New Hampshire,
il 29 agosto del 1910.