Sofocle

 

Una parola ci libera di tutto il peso e il dolore della vita: quella parola è amore.

 Alle donne il silenzio reca ornamento

Anche il debole vince il forte nelle cose giuste.

 Chi ha paura non fa che sentir rumori.

Errare è possibile a tutti gli uomini. Ma il saggio, quando ha commesso un errore, non rimane irremovibile ripare il male che ha fatto. Perseverare nell'errore, infatti, genera ogni sorta di mali.

 Felicità è un’ombra che subito precipita.

I figli sono le ancore della vita di una madre.

 I più grandi dolori sono quelli di cui noi stessi siamo la causa.

L'opera umana più bella è di essere utile al prossimo.

 Nessuno ama la vita come l'uomo che sta invecchiando.

Non conviene riempire di miele un vaso che sa di aceto.

 Non è bello dire menzogne; ma quando la verità potrebbe portare terribile rovina, allora anche dire ciò che non è bello è perdonabile.

Non indagare tutto: tante cose è meglio che restino nascoste.

 Prima condizione della felicità è l'essere saggi.

Sono tante le meraviglie, ma nessuna è più meravigliosa dell'uomo.

 Un giorno abbatte e rialza di nuove tutte le cose umane.

 

 

 

 

 

 

La vita di Sofocle si svolge interamente nel V secolo a.C., in uno dei periodi di maggior splendore dell'antichità.

Il tragediografo nasce nel 497 a.C. e muore alla fine del secolo, nel 406 a.C.

Il suo paese natale è Colono, demo della città di Atene, da cui egli non si allontana mai, se non a causa delle mansioni che la sua partecipazione alla vita pubblica comporta; prende parte attivamente alla politica della sua città e ha un profondo senso religioso, che gli fa anche acquisire il titolo di Dexion (Colui che ospita), appellativo con il quale gli sarà tributato un culto eroico dopo la morte. Appartenendo ad una famiglia che, pur non essendo aristocratica, era comunque dotata di un censo altissimo, al ragazzo fu permesso di ricevere un'educazione completa (in un primo tempo si distinse particolarmente nella musica e nella ginnastica).

Giovanissimo partecipa anche come attore in alcune rappresentazioni teatrali, attività che abbandonò prediligendo quella di tragediografo.
Sofocle vive quindi in un periodo e in una città culturalmente molto attivi, dai quali viene notevolmente influenzato.

L'Atene del V secolo è infatti il teatro d'azione di personaggi come l'architetto Ippodamo da Mileto, lo scultore Fidia, lo scrittore Erodoto, tutti collegati alla politica di Pericle; d'altra parte, però, sono presenti anche figure culturali che tendono a scuotere la tradizione, quali Gorgia, Anassagora, Socrate.