Sofocle
Una parola ci libera di tutto il
peso e il dolore della vita: quella parola è amore.
Alle donne il silenzio reca ornamento
Anche il debole vince il forte nelle cose giuste.
Chi ha paura non fa che sentir rumori.
Errare è possibile a tutti gli
uomini. Ma il saggio, quando ha commesso un errore,
non rimane irremovibile ripare il male che ha fatto.
Perseverare nell'errore, infatti, genera ogni sorta di mali.
Felicità è un’ombra che subito precipita.
I figli sono le ancore della vita di
una madre.
I più grandi dolori sono quelli di cui noi
stessi siamo la causa.
L'opera umana più bella è di essere utile al prossimo.
Nessuno ama la vita come l'uomo che sta
invecchiando.
Non conviene riempire di miele un
vaso che sa di aceto.
Non è bello dire menzogne; ma quando la verità
potrebbe portare terribile rovina, allora anche dire ciò che non è bello è
perdonabile.
Non indagare tutto: tante cose è meglio che restino nascoste.
Prima condizione della felicità è l'essere saggi.
Sono tante le meraviglie, ma nessuna
è più meravigliosa dell'uomo.
Un giorno abbatte e rialza di nuove tutte le
cose umane.
La vita di
Sofocle si svolge interamente nel V secolo a.C., in uno dei periodi di maggior splendore dell'antichità.
Il
tragediografo nasce nel
Il suo
paese natale è Colono, demo della città di Atene, da cui egli non si allontana mai, se non a causa
delle mansioni che la sua partecipazione alla vita pubblica
comporta; prende parte attivamente alla politica della sua città e ha un
profondo senso religioso, che gli fa anche acquisire il titolo di Dexion (Colui che ospita), appellativo con il quale gli
sarà tributato un culto eroico dopo la morte. Appartenendo ad una famiglia
che, pur non essendo aristocratica, era comunque
dotata di un censo altissimo, al ragazzo fu permesso di ricevere un'educazione
completa (in un primo tempo si distinse particolarmente nella
musica e nella ginnastica).
Giovanissimo partecipa
anche come attore in alcune rappresentazioni teatrali, attività
che abbandonò prediligendo quella di tragediografo.
Sofocle vive quindi in un periodo e in una città culturalmente molto attivi,
dai quali viene notevolmente influenzato.
L'Atene del
V secolo è infatti il teatro d'azione di personaggi
come l'architetto Ippodamo da Mileto,
lo scultore Fidia, lo scrittore Erodoto, tutti
collegati alla politica di Pericle; d'altra parte, però, sono presenti anche
figure culturali che tendono a scuotere la tradizione, quali Gorgia, Anassagora, Socrate.