Sant’Agostino

 

L'amore uccide ciò che siamo stati perché si possa essere ciò che non eravamo.

 

 Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi.

 

Insegnami la dolcezza ispirandomi la carità, insegnami la disciplina dandomi la pazienza e insegnami la scienza

illuminandomi la mente.

 

 Credo per comprendere, non comprendo per credere.

 

Dio può essere meglio immaginato che descritto, e Lui esiste ancor più sicuramente di quanto possa essere immaginato.

 

 Prega per comprendere.

Come gli amici adulando pervertono, così i nemici con i rimproveri molte volte correggono.

 

 

 

Agostino d'Ippona, o Augustinus Hipponensis, o anche Augustino di Ippo nacque, con il nome di Aurelio Agostino, nella provincia d'Africa, nella città di Tagaste, il 13 novembre del 354 d.C. da un modesto consigliere municipale e piccolo proprietario terriero di Tagaste (oggi Souk-Ahras, Algeria), pagano, e da madre cristiana, Monica; e si spense ad Ippona, Numidia il 28 di agosto del 430 d.C. .

Filosofo, vescovo e teologo, padre e dottore della Chiesa cattolica, è conosciuto semplicemente come Sant'Agostino, autore delle celebri Confessioni.

Nato da genitori dell'ordine dei curiali, di onesta condizione e cristiani, fu da loro allevato ed educato con ogni cura e anche con notevole spesa, ed inizialmente istruito nelle lettere profane, cioè in tutte quelle discipline, che chiamano liberali. Così insegnò prima grammatica nella sua città e poi retorica a Cartagine, capitale dell'Africa. Successivamente insegnò anche al di là del mare, a Roma e a Milano, dove allora risiedeva la corte dell'imperatore Valentiniano II. In questa città era allora vescovo Ambrogio, uomo eccellente che predicava molto frequentemente la parola di Dio nella chiesa, e Agostino seduto in mezzo alla gente lo stava a sentire con la massima attenzione. In effetti, tempo prima quando era ancora giovane a Cartagine, Agostino era stato sviato dall'errore dei Manichei: perciò assisteva alle prediche di Ambrogio con più attenzione degli altri, per vedere se fosse detta qualcosa a favore o contro quell'eresia. Agostino resta affascinato dalla personalità di Ambrogio, dal quale viene convertito al cristinaesimo nel 385 d.C.