Platone

 

Le parole false non sono solo male in se stesse, ma infettano l'anima con il male.

 Nessun male può accadere ad un uomo giusto, sia durante la vita che dopo la morte.

La punizione del saggio che rifiuta di prendere parte al governo è vivere sotto il governo di uomini peggiori di lui.

 La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.

L'anima di un uomo è immortale e incorruttibile.

 L'anima non porta niente con sé nell'altro mondo tranne la propria educazione e cultura; e questo si dice che sia il più grande servizio oppure il torto più grande che si possa fare ad un uomo morto, proprio all'inizio del suo viaggio.

La direzione nella quale l'educazione di un uomo lo avvia, determinerà la sua vita futura.

 Gli uomini condannano l'ingiustizia perché temono di poterne essere vittime, non perché aborrano di commetterla.

Chi commette un'ingiustizia è sempre più infelice di quello che la subisce.

 L'inizio è la parte più importante di un lavoro.

Difficilmente ho mai incontrato un matematico in grado di ragionare.

 Alla fine tutte le cose non devono forse essere inghiottite dalla morte?

Sono tre le arti connesse a tutte le cose: una che usa, un'altra che fa, e una terza che imita le prime due.

 L'astronomia costringe l'anima a guardare oltre e ci conduce da un mondo ad un altro.

Siamo legati ai nostri corpi come un'ostrica alla conchiglia.

 Queste, allora, saranno alcune delle caratteristiche della democrazia... essa sarà, con tutta probabilità, una comunità piacevole, senza legge, variegata, che tratta tutti allo stesso modo in un rapporto di uguaglianza, che essi siano veramente uguali oppure no.

La democrazia si muta in dispotismo.

 Oligarchia: un governo basato sul valore della proprietà, nel quale i ricchi detengono il potere e i poveri ne sono privati.

La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.

 La scienza non è altro che percezione. - Non si possono concepire i molti senza l'uno.

L'uomo è un prigioniero che non può aprire la porta della sua prigione e scappare... deve aspettare; e non è libero di gestire la sua vita finché Dio non lo chiama.

 

 

 

 

 

 

Platone nasce ad Atene, da una famiglia aristocratica, nel 428 a. C., periodo che coincide con la crisi dell'età d'oro della Grecia periclea. Nella sua giovinezza diventa discepolo di Cratilo, seguace di Eraclito, e a venti anni inizia a frequentare Socrate.

Vorrebbe dedicarsi pienamente alla vita politica; intenzione che si evince dalle sue stesse parole: "Io vidi che il genere umano non sarebbe mai stato liberato dal male, se prima non fossero giunti al potere i veri filosofi o se i reggitori di Stato non fossero, per divina sorte, diventati veramente filosofi".

Nel 388 a.C. si reca in Sicilia, a Siracusa, per conoscere la filosofia pitagorica (ne abbiamo testimonianza nella Lettera VII). Qui conosce Dione, zio del Tiranno Dionigi I. Cerca invano di convertire il Tiranno al suo ideale di re-filosofo e, per questo, viene venduto come schiavo sul mercato di Egina. In seguito il mecenate Anniceride lo riscatta e gli fornisce denaro sufficiente per fondare ad Atene, nel 387 a. C., la celebre "Accademia". Quando Dionigi il giovane succede a Dionigi il vecchio viene richiamato da Dione per progettare la riforma dello Stato. I continui scontri tra Dionigi il giovane e Dione, tuttavia, rendono impossibile l'opera di Platone.

Nel 360 a. C. torna definitivamente ad Atene dove, nel 347 a. C., muore all'età di circa ottanta anni.