Pietro Metastasio
Il merito di ubbidire perde, chi
chiede la ragione del comando.
Amore e maestà non vanno
insieme.
Assai più giova che i fervidi
consigli, una grande prudenza ai grandi perigli.
La
fede degli amanti è come l'araba fenice: che vi sia, ciascuno lo dice, dove
sia, nessuno lo sa.
La meraviglia dell'ignoranza è
figlia e madre del sapere.
La vita si misura dalle opere e non dai
giorni.
Quanto è breve il sentiero che dal
finto amore porta al vero
Pietro Antonio Domenico
Bonaventura Trapassi - (questo cognome gli verrà
tradotto in greco, cioè Metastasio, dal Gravina
soltanto nel 1715) - nasce a Roma il 3 Gennaio del 1698 da Felice Trapassi di
Assisi, ex sottufficiale del reggimento dei Corsi di papa Alessandro VIII (Pietro Vito Ottoboni), e da Francesca Galastri,
casalinga, di Firenze (origine questa riportata nello Stato delle anime della
Parrocchia di S. Lorenzo in Damaso), o di Bologna,
come invece annotano, sbrigativamente, quasi tutte le storie della letteratura
su Metastasio. Il registro della Chiesa parrocchiale
di S. Lorenzo in Damaso annota che Pietro Antonio
Domenico Bonaventura Trapassi ricevette il battesimo
dalle mani del cardinale Pietro Ottoboni, nipote del papa
Alessandro VIII nel febbraio 1698 nella chiesa incorporata nel Palazzo della
Cancelleria apostolica, già Palazzo Riario, sede
ufficiale del cardinale, titolare anche della chiesa stessa.
Metastasio prese gli ordini minori (1714) e
studiò giurisprudenza, pur continuando a coltivare la poesia. Nel 1718 si
Dopo un periodo (1724-1730) fecondo di successi a Roma e Venezia, dietro
interessamento della contessa Marianna Pignatelli,
nell’aprile del 1730 fu chiamato alla corte di Vienna per prendere
il posto di