Pablo Picasso
L'arte è la menzogna che ci permette
di conoscere la verità.
Quando uno inizia un ritratto e cerca per
successive eliminazioni di trovare la forma pura... si
finisce inevitabilmente con un uovo.
Tutti i bambini sono degli artisti
nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.
Ci sono pittori che dipingono il sole come una
macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza,
trasformano una macchia gialla nel sole.
Gli accidenti, cercare di
cambiarli... è impossibile. L'accidentale rivela l'uomo.
Attraverso l'arte noi esprimiamo la nostra
concezione di ciò che la natura non è.
Non ho mai reso la pittura un'opera
d'arte. È solo ricerca.
L'arte non è l'applicazione di un canone di
bellezza ma ciò che l'istinto e il cervello elabora dietro ogni canone. Quando
si ama una donna non si comincia sicuramente a
misurarle gli arti.
Il primo pensiero della mattina di
un avvocato è come trattare il caso di una sveglia che suona.
Non mi piace la gente che parla della bellezza.
Cosa è la bellezza? Uno ne potrebbe discutere come
problema nella pittura.
I colori, come i lineamenti, seguono
i cambiamenti delle emozioni.
I computer sono inutili. Ti sanno dare solo
risposte.
Dio in realtà non
è che un altro artista. Egli ha inventato la giraffa, l'elefante e il
gatto. Non ha un vero stile: non fa altro che provare cose diverse.
La scultura è il commento migliore che un
pittore può fare sulla pittura.
L'arte è una bugia che ci fa
realizzare la verità.
Quelli che fanno un affare dell'arte sono per lo più impostori.
Il genio di Einstein ci ha condotto ad Hiroshima.
La giovinezza non ha età.
Un'idea è un punto di partenza e niente altro. Prima di poterla elaborare è stata trasformata
dal pensiero.
A mio parere no
significa nulla. Non ho opinioni riguardo l'indifferenza,
e non me ne curo
Picasso insisteva che tutte le cose possiedono
qualcosa di miracoloso. "È miracoloso", diceva, "che una persona
non si sciolga nel bagno di qualcun altro."
Tu fai qualcosa e poi arriva qualcun altro e
lo fa meglio.
La pittura non è fatta per decorare
gli appartamenti. È uno strumento di guerra offensiva e difensiva contro il
nemico.
La pittura è una professione da cieco: uno non
dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò
che ha visto.
Le persone in genere non sono così
brutte come vengono ritratte.
Perché in casa mia
non ci sono appesi miei dipinti? È perché non posso permettermeli.
È incredibile quante monete Romane
si trovano... I romani dovevano avere tutti le tasche bucate.
La scultura è l'arte dell'intelligenza.
Pablo Picasso nacque nel
Dal 1901 ebbe
inizio il cosiddetto «periodo blu» che si protrasse fino al 1904. Il nome a
questo periodo deriva dal fatto che Picasso usava
dipingere in maniera monocromatica, utilizzando prevalentemente il blu in tutte
le tonalità e sfumature possibili. I soggetti erano soprattutto poveri ed
emarginati, in posizioni isolate e con aria mesta e
triste. Ne risultavano immagini cariche di tristezza,
accentuata dai toni freddi (blu, turchino, grigio) con cui i quadri erano
realizzati.
Dal 1905 alla fine del 1906, Picasso schiarì
la sua tavolozza, utilizzando le gradazioni del rosa che risultano più calde
rispetto al blu.
Iniziò quello che, infatti, viene definito il «periodo
rosa». Oltre a cambiare il colore nei quadri di questo
periodo cambiarono anche i soggetti. Ad essere raffigurati sono
personaggi presi dal circo, saltimbanchi e maschere della commedia dell’arte, quali Arlecchino.
La svolta
cubista avvenne tra il 1906 e il 1907 . In quegli anni
vi fu la grande retrospettiva sulla pittura di Cezanne, da poco scomparso, che molta influenza ebbe su Picasso. E, nello stesso periodo, come molti altri artisti
del tempo, anche Picasso si interessò
alla scultura africana, sulla scorta di quella riscoperta quell’esotico
primitivo che aveva suggestionato molta cultura artistica europea da Gauguin in poi. Da questi incontri, e dalla volontà di
continua sperimentazione che ha sempre caratterizzato l’indole del pittore,
nacque nel 1907 il quadro «Les demoiselles
de Avignon» che segnò l’avvio della stagione cubista
di Picasso.
La fase
cubista fu un periodo di grande sperimentazione, in cui Picasso
rimise in discussione il concetto stesso di rappresentazione artistica. Il
passaggio dal cubismo analitico al cubismo sintetico
rappresentò un momento fondamentale della sua evoluzione artistica. Il pittore
appariva sempre più interessato alla semplificazione della forma, per giungere
al segno puro che contenesse in sé la struttura della
cosa e la sua riconoscibilità concettuale.
La fase
cubista di Picasso durò circa dieci anni. Nel 1917,
anche a seguito di un suo viaggio in Italia, vi fu una inversione
totale nel suo stile. Abbandonò la sperimentazione per passare ad una pittura
più tradizionale. Le figure divennero solide e quasi monumentali. Questo suo
ritorno alla figuratività anticipò di qualche anno un
analogo fenomeno che, dalla metà degli anni ’20 in poi, si diffuse in tutta
Europa segnando la fine delle Avanguardie Storiche.
Ma la
vitalità di Picasso non si arrestò lì. La sua
capacità di sperimentazione continua lo portarono ad avvicinarsi ai linguaggi
dell’espressionismo e del surrealismo, specie nella scultura, che in questo
periodo lo vide particolarmente impegnato. Nel 1937 partecipò all’Esposizione
Mondiale di Parigi, esponendo nel Padiglione della Spagna il quadro «Guernica» che rimane probabilmente la sua opera più celebre
ed una delle più simboliche di tutto il Novecento.
Negli anni
immediatamente successivi la seconda guerra mondiale si dedicò con impegno alla
ceramica, mentre la sua opera pittorica fu caratterizzata da lavori «d’après»: ossia rivisitazioni, in chiave del tutto personale,
di famosi quadri del passato quali «Les meninas» di Velazquez, «La colazione sull’erba» di Manet o
«Le signorine in riva alla Senna» di Courbet.
Picasso è
morto nel 1973 all’età di novantadue anni.