Jonathan Swift
Un uomo non potrebbe mai vergognarsi
di confessare di aver avuto torto; che poi è come dire, in altre parole, che
oggi è più saggio di quanto non fosse ieri.
Non
sappiamo cosa fanno uomini e donne in paradiso. Sappiamo soltanto che non si sposano.
I
migliori medici della mia vita sono tre: il dottor Dieta, il dottor Riposo e il dottor Ottimismo.
Chissà cosa avrebbe scoperto Colombo se l'America non gli
avesse sbarrato la strada.
La
visione è l'arte di vedere cose invisibili.
Nell'oratoria
la più grande arte è nascondere l'arte.
Mi
piace avere amici rispettabili; mi piace essere il
peggiore della compagnia.
Meglio che la pancia scoppi piuttosto che un buon liquore
vada perduto.
Le
critiche sono la tassa che un uomo paga al pubblico
per essere famoso.
Abbiamo
religioni a sufficienza per farci odiare, ma non a sufficienza per farci amare
l'un l'altro.
Gli
uomini più sicuri di sé sono i più creduloni.
La
satira è una sorta di specchio dove chi guarda scopre la faccia di tutti tranne
la propria.
Quando si
tratta di pronosticare una sventura, nessun nemico è mai all'altezza di un
amico.
Le
parole giuste al posto giusto, fanno la vera
definizione dello stile.
Nato a
Dublino il 30 Novembre 1667 ed ivi morto il 19 Ottobre 1745, Swift è
considerato il massimo scrittore di lingua inglese del suo tempo ed uno dei più
grandi satirici mai esistiti.
Figlio di genitori
inglesi stabilitisi in Irlanda, durante
l'infanzia studiò a Kilkenny (Kilkenny
School) e poi a Dublino (Trinity
College). Recatosi in Inghilterra dietro consiglio della madre, conosce, nella
casa di Sir William Temple,
Esther Johnson (Stella), alla quale rimarrà legato
per tutta la vita.
Dopo aver
preso gli ordini religiosi viene nominato parroco di Kilroot, vivendo però prevalentemente a Londra dove
partecipa ai circoli politici più importanti. Diviene consigliere del governo Tory appoggiandolo con libelli ed articoli.
Con la caduta del
governo Swift torna in Irlanda avendo ottenuto il
ruolo di decano della Chiesa di St.
Patrick a Dublino.
In questo
periodo di permanenza nell'isola denuncia le vessazioni a cui il popolo
irlandese (che egli peraltro disprezza) è sottoposto da parte degli inglesi e
del governo locale.
Dopo la
morte delle persone a lui più care i suoi disturbi mentali si acuiscono sempre
di più fino a portarlo alla morte.