Giovanni Verga

 

 Se la mano dell'artista rimarrà assolutamente invisibile allora avrà l'impronta dell'avvenimento reale, e l'opera sembrerà essere fatta da sé, aver maturato ed esser sorta spontanea come un fatto naturale, senza serbare alcun punto di contatto col suo autore, alcuna macchia del peccato d'origine.

 

Al giorno che promise si conosce il buon pagatore.

 A buon cavallo non gli manca sella.

A donna alla finestra non far festa.

 A nave rotta ogni vento è contrario.

Ad ogni uccello, suo nido è bello.

 Ad un albero caduto accetta! accetta!

Aiutati che t'aiuto.

 Al giorno d'oggi per conoscere un uomo bisogna mangiare sette salme di sale.

Al servo pazienza, al padrone prudenza.

 Alla casa del povero ognuno ha ragione.

Allora la donna è fedele ad uno, quando il turco si fa cristiano.

 Amare e disamare non sta a chi lo vuol fare.

Amare la vicina è un gran vantaggio, si vede spesso e non si fa viaggio.

 Amore di soldato poco dura, a tocco di tamburo addio signora.  

Ascolta i vecchi e non sbagli.

 Augura bene al tuo vicino, ché qualche cosa te ne viene.

Beato chi muore nel proprio letto.

 Beato quell'uccello, che fa il nido al suo paesello.

Buon tempo e mal tempo non dura tutto il tempo.

 Cane affamato non teme bastone.

Carcere, malattie e necessità, si conosce l'amistà.

 Carne di porco ed uomini di guerra durano poco.

Chi cade nell'acqua è forza che si bagni.

 Chi fa credenza senza pegno, perde l'amico, la roba e l'ingegno.

Chi ha carico di casa non può dormire quando vuole.

 Chi ha roba in mare non ha nulla.

Chi non sa l'arte chiuda bottega, e chi non sa nuotare che si anneghi.

 Chi piglia bellezza piglia corna.

Chi va col lupo allupa.

 Ciascuno deve pensare alla sua barba prima di pensare a quella degli altri.

Contentati di quel che t'ha fatto tuo padre; se non altro non sarai un birbante.

 Dove ci sono i cocci ci son feste.

Fa il mestiere che sai, che se non arricchisci camperai.

 Forza di giovane e consiglio di vecchio.

Fra suocera e nuora ci si sta in malora.

 I pesci del mare son destinati a chi se l'ha da mangiare.

I vicini devono fare come le tegole del tetto, a darsi l'acqua l'un l'altro.

 Il buon pilota si conosce alle burrasche.

Il galantuomo come impoverisce diventa birbante.

 

 

 

 

 

Verga nasce a Catania nel 1840 da una famiglia di Vizzini e muore a Catania nel 1922. Visse a Catania l'infanzia e la giovinezza, conoscendo bene l'ambiente siciliano che poi doveva descrivere in molte sue opere. Quando si trasferì a Milano, si accorse dei contrasti fra il nord e la sua terra; egli s'accorse della gravità della questione sociale dopo l'unità d'Italia soprattutto nel meridione, dove vi era l'ignoranza, la miseria e il brigantaggio. Tali fatti storici influirono nelle sue opere.