Giovanni Boccaccio

 

Gli ignoranti dall'esteriorità giudicano l'interiorità.

 

 Et essa, che con otto uomini forse diecimila volte giaciuta era, accanto a lui si coricò per pulcella, e feceglile credere che così fosse, e reina con lui lietamente poi più tempo visse. E per ciò si disse: "Bocca basciata non perde ventura, anzi rinnuova come fa la luna."

 

Amor s'io posso uscir dei tuoi artigli appena creder posso che alcun altro uncin mai più mi pigli.

 

 Ed abbi questo per certo, che colei sola è casta la quale o non fu mai da alcuno pregata o, se pregò, non fu esaudita.

 

Fate quello che noi diciamo e non quello che noi facciamo.

 

 È meglio fare e pentire che starsi e pentirsi.

 

Solo la miseria è senza invidia.

 

 

 

 

 

 

 

Nasce tra il giugno e il luglio del 1313, a Firenze o a Certaldo in Valdelsa, figlio illegittimo d'un ricco mercante, dipendente e poi socio del Banco dei Bardi, Boccaccino di Chellino. Leggendaria è la notizia della sua nascita a Parigi da una nobildonna di stirpe principesca. Ricevuti i fondamentali insegnamenti grammaticali e letterari, verso il 1327-'28 viene mandato dal padre a far pratica bancaria a Napoli; questo apprendistato mercantile e bancario si rivela un totale fallimento. Per sei anni non fa altro che sprecare tempo in un'attività per lui odiosa. Sempre per volontà paterna ripiega sul diritto canonico, frequentando le lezioni di Cino da Pistoia, ma vi perde circa altri sei anni. Così finalmente abbandona gli studi ingrati, e da autodidatta, leggendo sia i classici sia la contemporanea produzione romanzesca cortese, si dedica interamente e avidamente alla poesia, a cui «un'antichissima disposizione dello spirito lo faceva tendere con tutte le sue forze». La sua formazione intellettuale e umana si compie dunque nello "Studio (Università) napoletano". Stanco, malato e angustiato dalle solite ristrettezze economiche, si ritira a Certaldo, dove muore il 21 dicembre 1375.