Friedrich Nietzsche
E' mia ambizione dire in dieci frasi
quello che altri dicono in interi volumi.
Si è stati cattivi spettatori della vita, se non si è vista anche
la mano che delicatamente uccide.
Recentemente mi ha
scritto un certo Sign. Theodor
Fritsch di Lipsia. In Germania non c'è nessuna banda
di persone più impudenti e stupide di questi antisemiti. Per ringraziarlo gli
ho invitato per lettera un bel calcio. E questa
canaglia osa pronunziare il nome di Zarathustra! Schifo,
schifo, schifo. (Frammenti postumi
1885-1887 7 - 67)
Tutti gli uomini, di tutte le epoche, e ancora
oggi, si dividono in schiavi e liberi; perché chi non dispone
di due terzi della sua giornata è uno schiavo, qualunque cosa sia per il
resto: uomo di stato, commerciante, impiegato statuale, studioso.
Non voler offendere né danneggiare nessuno può
essere segno di una mentalità equa, ma anche di una timorosa
Certe madri hanno bisogno di figli felici
onorati; altre di figli infelici: altrimenti la loro
bontà materna non può manifestarsi.
Non parlare per niente di sé è un'ipocrisia
molto raffinata.
Il visionario nega la verità di fronte a se
stesso, il bugiardo solo di fronte agli altri.
Questa musica modernissima, con i suoi polmoni
forti e i nervi deboli, è la prima a spaventarsi di se stessa.
Oggi gli uomini vivono troppe cose e
riflettono troppo poco: hanno insieme fame e colica, e perciò diventano sempre
più magri, per quanto mangino. Chi oggi dice: "Non mi è
mai successo niente", è uno sciocco.
Esercitare il potere costa fatica e richiede
coraggio. Perciò tanti non fanno valere il loro buon,
buonissimo diritto, perché questo diritto è una specie di potere, e loro invece
sono troppo pigri o troppo vigliacchi per esercitarlo. Indulgenza e pazienza vengono
chiamate le virtù che mascherano questi difetti.
Nei singoli la follia è una rarità: ma nei
gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche è la regola.
Il fascino della conoscenza sarebbe il minimo se
sulla sua strada non dovessimo superare tanta vergogna.
Si è estremamente
disonesti verso il proprio Dio: egli non può peccare!
Un filosofo è un uomo che costantemente vive,
vede, sente, intuisce, spera, sogna cose straordinarie; che viene
colpito dai suoi propri pensieri come se venissero dall'esterno, da sopra e da
sotto, come dalla sua specie di avvenimenti e di fulmini; che forse è lui
stesso un temporale gravido di nuovi fulmini; un uomo fatale, intorno al quale
sempre rimbomba e rumoreggia e si spalancano abissi e aleggia un'aria sinistra.
Un filosofo: ahimè,
un essere che spesso fugge da se stesso, ha paura di se stesso - ma che è
troppo curioso per non "tornare a se stesso" ogni volta.
Che cos'è la felicità? La sensazione che la potenza cresce che
si sta superando una resistenza.
Le idee più preziose vengono
trovate per ultime; ma le idee più preziose sono i metodi.
Ciò che ci divide non è il
fatto che noi non troviamo nessun Dio, né nella storia, né nella natura,
né dietro la natura, - ma che quello che è stato adorato come Dio noi non lo
troviamo affatto "divino", ma al contrario pietoso, assurdo, dannoso,
non solo perché è un errore, ma perché è un crimine contro la vita…
Friedrich
Wilhelm Nietzsche nasce a Röcken, in Sassonia, il 15
ottobre 1844, figlio del pastore del villaggio. Suo padre morì a
trentasei anni, nel luglio del 1849, per una non ben definita malattia
cerebrale; l’anno successivo morì anche il fratellino di Nietzsche
– aveva solo due anni – Joseph. La madre si trasferì
nello stesso anno (1850) a Naumburg con tutte due i
figli (Friedrich e sua sorella Elisabeth). A Naumburg Friedrich svolse i suoi
primi studi, che proseguì nel collegio di Porta, dove
incontrò Paul Deussen,
insieme al quale iniziò, nel 1864, gli studi universitari di teologia a Bonn.
Seguì anche le lezioni di filologia classica di Friedrich
Ritschl e, l’anno seguente, decise
di trasferirsi a Lipsia, dove anche Ritschl si era
trasferito, per dedicarsi allo studio di questa disciplina.
Nel
Il legame più importante di quei tempi fu senza dubbio
quello con Richard e Cosima
Wagner (che Nietzsche incontrò per la prima volta,
ancora studente, nel Novembre del
In quegli anni pubblicò una serie di scritti, che segnarono
per così dire il suo passaggio dalla filologia alla filosofia: soprattutto La
nascita della tragedia dallo spirito della musica (1872) e le quattro
Considerazioni inattuali (1873 – 1876). A Basilea si aggravarono anche le sofferenze
fisiche per un male non ben individuato che si manifestava già dal 1865: forti
emicranie, vomito, disturbi alla vista. Nel 1878 esce la prima parte di Umano, troppo umano. Un libro per gli spiriti liberi,
mentre per la seconda parte bisognerà aspettare l’anno successivo, il 1879.
Per Nietzsche dare una forma al proprio pensiero significa
scoprire il significato della propria vita e del proprio destino; adora
l'aforisma, egli considera l'aforisma come contestazione al pensiero che nutra pretese sistematiche.
Nell’aprile del
1888 Nietzsche andò ad abitare all’ultimo piano di via Carlo Alberto n.