Enzo Biagi

 

La democrazia è fragile, e a piantarci sopra troppe bandiere si sgretola.

 

 È difficile non desiderare la donna d'altri, dato che quelle di nessuno, di solito, sono poco attraenti

 

Quando sento dire che uno è considerato un innovatore perché decide di leggere il telegiornale in piedi, è come se ti chiedessero se scrivi con la biro o con la macchina, e quanto questo influisce.

 

 Ho sempre creduto che, se c'è un posto al mondo dove non esistono le razze questo è proprio l'Italia: infatti le nostre antenate ebbero troppe occasioni di intrattenimento.

 

La società è permissiva nelle cose che non costano nulla.

 

 Dopo tre apparizioni in video, qualunque coglione viene intervistato, dice la sua e anche quella degli altri.

 

Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

 

 A Milano gli affari si combinano con un colpo di telefono, a Palermo anche con un colpo di lupara.

 

I giornali sarebbero ansiogeni? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto?

 

 Si può essere a sinistra di tutto, ma non del buon senso.

 

La mia generazione trovava eccitante leggere un'edizione della Divina Commedia con le illustrazioni del Doré. Adesso sui muri c'è scritto " CULO BASSO BYE BYE ". Capisce che è un po' diverso?

 

 

 

 

 

Il grande giornalista è nato il 9 agosto 1920 a Lizzano in Belvedere. Dotato di un talento innato per la scrittura, al compimento dei 18 anni si dà al giornalismo, divenendone professionista a 21 anni. L' 8 settembre 1943, per non aderire alla Repubblica di Salò, varca la linea del fronte aggregandosi ai gruppi partigiani operanti sul fronte dell'Appennino. Nel dopoguerra fonda un settimanale, "Cronache" e un quotidiano "Cronache sera", diverrà uno dei giornalisti italiani più amati di sempre. Nel corso della sua lunghissima carriera, ha pubblicato più di ottanta libri.