Arthur Schopenhauer

 

Vista dai giovani, la vita è un avvenire infinitamente lungo. Vista dai vecchi, un passato molto breve.

 

Se io dico “in un altro mondo”, la domanda “dov’è l’altro mondo?” scaturisce da una grave incomprensione. Ciò che unicamente dà un significato a ogni “dove” è, infatti, lo spazio, il quale appartiene proprio a questo mondo; al di fuori di esso non vi è un “dove”. Pace, quiete e beatitudine soltanto là possono esistere, dove non vi è né “dove”, né “quando”.

 

Nuovi Paralipomeni, 290

La visibilità delle cose, quest’unico aspetto innocente del mondo, la pura rappresentazione, nella quale si mostrano in modo cosí chiaro e significativo le molteplici forme distinte nelle quali la volontà si manifesta, è cosí bella che c’incatena all’esistenza come al luogo piú chiaro e luminoso: e noi dinanzi alla morte rabbrividiamo soprattutto perché scorgiamo in essa quelle tenebre, dalle quali un giorno ci distaccammo e alle quali ritorneremo. Ma io credo che quando la morte avrà chiuso i nostri occhi, noi ci troveremo in una luce, al cui confronto la nostra luce solare non è che ombra.

 

Il mondo come volontà e rappresentazione, cap. XLI

Ciò che per l’individuo è il sonno, è per la volontà, concepita come cosa in sé, la morte. Rinfrescato dal sonno della morte e provvisto di un altro intelletto – è questa la lete per lui – l’individuo risorge quale essere nuovo: “verso nuove rive lo chiama un nuovo giorno!”

 

Nuovi Paralipomeni, cap. X, § 305

Voi vi lagnate della fuga del tempo: esso non fuggirebbe in modo cosí irresistibile se vi fosse in esso qualche cosa degna di essere trattenuta.

 

Parerga e Paralipomena, § 570

La morte acquieta l’invidia completamente, la vecchiaia lo fa per metà.

 

Parerga e Paralipomena, § 571

La misantropia e l’amore della solitudine sono concetti affini.

 

Nuovi Paralipomeni, § 590

Si ha ragione di cercare gli esseri umani o di evitarli, a seconda che si tema di piú la noia o il dispiacere.

 

Nuovi Paralipomeni, § 28

In quanto la filosofia non è conoscenza secondo il principio della ragione sufficiente, ma conoscenza dell’idea, essa infatti deve essere annoverata nel numero delle arti...Siccome ogni esprimere in concetti è un sapere, la filosofia è perciò una scienza: in realtà essa è un intermedio fra arte e scienza, o piuttosto ciò che unisce in sé arte e scienza.

 

 

 

Schopenhauer nasce a Danzica da buona famiglia, il padre è un ricco commerciante e la madre appassionata di letteratura. Laureatosi a Jena in filosofia, decide di insegnare a Berlino per contrastare la fortuna del suo grande antagonista, Hegel, a cui dedicherà appassionate polemiche. Constatato il fallimento del suo progetto berlinese (nessuno frequentava le sue lezioni), Schopenhauer si trasferisce a Francoforte, dover rimarrà per tutta la vita.

Il successo lungamente inseguito arriva tardi, nel 1851, quando pubblicherà Paregra e Paralipomena, una raccolta di aforismi.

Muore a Francoforte nel 1860.