Anacarsi
Il mercato è un posto particolare
dove gli uomini possono ingannarsi e mettersi nel sacco a vicenda.
Anacarsi
saluta Annone. Mi fa da vestito il mantello sciitico, la mia calzatura è il callo delle piante dei
piedi, il mio letto la terra, il mio companatico la fame; mi nutro di latte,
formaggio, carne. Perciò codesti doni dei quali ti compiaci,
regalali o ai tuoi concittadini o agli dèi immortali
Se perfino un principe scita, Anacarsi, seppe essere indifferente agli allettamenti dei
doni offertigli da Annone, perché molti filosofi odierni non sono capaci di
fare altrettanto? È quello che si domanda Cicerone...
Anacarsi (vissuto nel VI secolo a.C.),
principe sciita di sangue reale, viaggiò per tutta
Lettere di Anacarsi
(a lui attribuite, sono in realtà una composizione ellenistica del sec. III a.C.: vi si sostengono le tesi ciniche contro la corruzione
della civiltà; Cicerone ne tradusse una in latino nelle Tusculanae,
Montesquieu ne fece il proprio modello nelle Lettere
persiane. Notizie sulla sua vita sono fornite da Erodoto,
Diogene Laerzio e altri scrittori che lo posero tra i sette savi e lo dissero
amico di Solone.