La seconda vita di un cocker

Barbara Cook è una signora americana che vive da tanti anni a Napoli. Ama l'Italia e gli italiani (e in effetti ne ha sposato uno).
Ama anche i cani e porta sempre con sé la sua cockerina bionda con una macchia bianca sull'orecchio sinistro, animale di grande intelligenza e altrettanto affezionato.
Di quando in quando, la signora Cook torna a visitare i parenti a Denver, Colorado.
Naturalmente compie tutte le pratiche per poter esportare temporaneamente anche Buci, la cockerina.
Quella volta, però, a Denver, la Buci si ammala, viene portata in una di queste cliniche veterinarie supermoderne dove il medico fa una diagnosi infausta, ma Barbara non si dà per vinta.
"Non c'è da fidarsi di queste cliniche dove i pazienti sono solo numeri!" dichiara e preferisce riportarla a casa dei suoi, dove sarà seguita da un vecchio veterinario che aveva già curato tutti i cani di famiglia, la bastardina Lucy, prima di tutto, e poi Black, il barboncino, e Nika la femmina di boxer a cui i genitori si erano affezionati più di tutti gli altri cani.

Fatto sta che questo veterinario, forse impietosito dall'affetto che Barbara nutre nei confronti dell'animale, accetta di impegnarsi a tirar fuori Buci dai guai.
La speranza rinasce nel cuore della signora Cook.

Dal momento che il problema di Buci è un'affezione polmonare che non riesce a essere debellata dagli antibiotici, il vecchio medico decide di creare intorno alla cagnolina un ambiente il più riparato e sterile possibile: fa comperare a Barbara delle speciali lampade solari che mantengono una temperatura costante nella camera, fa nebulizzare costantemente nell'aria uno speciale unguento balsamico di origine cinese, prescrive una specie di cocktail di antibiotici, anti infiammatori, mucolitici e chi più ne ha più ne metta, che la povera Buci subisce con grande dedizione.
Ma il decorso, nonostante un breve momento di ripresa, procede secondo quanto già a suo tempo diagnosticato dal veterinario...
Barbara sentiva già da qualche giorno che la cosa non si sarebbe risolta. Decide tuttavia di riportare Buci a Napoli per poterla almeno seppellire nel giardino di casa dove lei era solita nascondere i suoi ossi.

Come era prevedibile, poco prima dello scalo di Parigi, Buci passa a miglior vita.
Il Comandante dovrebbe, secondo le leggi, consegnare il corpicino alle autorità sanitarie francesi, ma Barbara è decisa a riportarsi a Napoli la sua cagnolina ad ogni costo e così, considerati anche gli umori degli altri passeggeri che nel frattempo avevano preso a cuore il caso di Buci, decide di far finta di nulla e trasportare la piccola salma fino a destinazione.
Solo, chiede alla signora di acconsentire che venga sistemata in una scatola nella stiva per ragioni igieniche.

E così succede...il viaggio prosegue fino all'atterraggio a Capodichino...ma quando Barbara Coke si reca a ritirare il feretro di cartone, scopre, con una sorpresa che le è quasi fatale, che il contenuto non è altro che una cockerina bionda esattamente come Buci, ma viva!!!
Sviene lì per lì, lunga distesa sul pavimento.

Gli addetti al ritiro dei bagagli, per evitare di essere in qualche modo coinvolti in una storia di animali deceduti nella stiva, avevano fatto colletta e spedito uno di loro, che ha uno zio allevatore di cani, ad acquistare un cocker spaniel femmina con una macchia bianca sull'orecchio sinistro...e l'avevano trovato!

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Sorridi sempre, anche se è un sorriso triste,
perché più triste di un sorriso triste
c'è la tristezza
di non saper sorridere.

Jim Morrison

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