
Il grandissimo Benni!
Grande Amico Benni,Oh, amatissima ironia...
quel dirci culpa mea
in tanta malinconia
di pace che lei fu
da cinquantanni e più,
(Da un vecchio amico)
Caro George e cari Tony e Josè
Maria, questa lettera è personale. So che la servitù la aprirà e
quindi tanto vale che dica anche: cari Berlusconi e Frattini.
Circa sessant'anni fa scappai da quel maledetto
bunker di Berlino su un sidecar senza moto (il mullah Omar mi fa un
baffo), e trovai rifugio in un paese sudamericano. In questo periodo
in cui ho vissuto nascosto non ho sofferto per la guerra persa, ma
per la fine di un sogno. Ho temuto che la sordida propaganda dei
vincitori potesse cancellare il meraviglioso mito della razza
eletta, e di un paese superiore agli altri. Per anni solo poche
minoranze hanno difeso questo ideale. Vedervi oggi incarnare lo
spirito di quei giorni dolci e terribili, mi ringiovanisce di mezzo
secolo.
Sono vecchio, e solo le cure assidue, trentatre
lifting e cambi del sangue mi hanno tenuto in vita. Ma ne valeva la
pena, per vedere finalmente in voi gli eredi del mio sogno.
George, tu e la banda di miei seguaci e
ammiratori che ha preso in mano l'America, teorizzate giustamente la
superiorità della razza americana, dei suoi interessi e del suo
esercito sul resto del mondo. Nelle vostre vene scorre poca
emoglobina tedesca, e vedo troppi negri che parlano ai vostri
microfoni, e troppe sacche di democrazia annidate sul vostro suolo.
Ma io vedo in te la mia giovinezza, George W.
Bush. Solo io e tuo padre sappiamo che quel W. sta per Wermacht.
Ebbene sì, George, con un paio di baffetti e una divisa, sei uguale
a me. Non devi urlare ai microfoni, le amplificazioni e i media sono
migliorati, hai fatto corsi di recitazione e di look. Ma i concetti
che esprimi te li ho insegnati io. E trovo molto bello che forse
sceglierai il ventuno marzo per attaccare l'Iraq, proprio il giorno
del mio ultimatum alla Polonia, la nascita della primavera nazista.
Tony, sei un comunista di merda, ma anch'io all'inizio mi ero
impantanato in idee socialiste, so che dietro alla tua aria da
fighetto si nasconde un cuore da panzer, e che l'Impero Coloniale
Inglese è per te un esempio incrollabile.
Josè Maria, tu sei un
cretino. Tagliati almeno i baffetti e non pettinarti come me. Ma ho
avuto un sacco di cretini nel mio esercito, ed erano quelli che
obbedivano meglio.
In quanto a voi, camerati Berlusconi e Frattini,
non siete certo come Mussolini. Lui amava il militarismo, voi siete
degli imboscati a vita. Ma stare dalla parte dei più forti è nel
vostro codice genetico. La vostra ipocrisia, la vostra mediocrità di
statisti, il vostro essere servi dei servi , è parte integrante
della peggior storia italiana. Date pure le basi e le ferrovie agli
americani. Parteciperete al banchetto dei vincitori, avrete qualche
attentato in meno e un barile di petrolio non ve lo negherà nessuno.
Se verrà commesso qualche crimine di guerra, riuscirete a fare una
legge anche per quello. Se ci foste stati voi, il processo di
Norimberga starebbe ancora passando da una sede all'altra.
Caro George, non preoccuparti se ti senti solo,
anch'io lo sono stato. Sono sempre esistiti gli ebrei, i
bolscevichi, gli zingari, gli arabi, e soprattutto i polacchi
traditori come i Wojtyla, i negri come Annan e i traditori come
Schroeder e Chirac. Feccia del mondo unita in quel covo di sordido
meticciato etnico chiamato Onu. La diplomazia, diceva Goebbels, è il
nome con cui le razze inferiori chiamano la loro paura. Ma ora è
riapparsa sulla scena una razza superiore, e tutto questo sparirà
nella spazzatura della storia.
George, so che tu non vuoi che mi mostri in
pubblico, e questo mi rattrista. Ti ringrazio delle vecchie moto
Zundapp che continui a regalarmi ogni compleanno. Non capisco anche
i sessanta orologi d'oro in tre mesi, non è che saranno regali
riciclati? Chi è quel deficiente che continua a regalarti orologi da
polso, George, uno che ti ha preso per un polipo? Va bene, resterò
nella mia privatsphere o privacy come dite voi. Ma state attenti.
Non esagerate con le vostre bugie, con le parole preventivo e
umanitario, le bombe intelligenti e federaliste, disarmare invece di
aggredire, obliterare invece di uccidere. Potrei saltare fuori da un
momento all'altro e apparire su qualche televisione. Chi non
manderebbe in onda una videocassetta del fuhrer? Farei una
aufsehenerregende audience, con un po' di fard, i baffi tinti e le
luci giuste. Si fa così adesso, no? E potrei dire: cari
telespettatori, anche se in passato abbiamo avuto qualche screzio, e
io sono il Male e loro il Bene, questi sono i miei eredi, i miei
continuatori. Saddam è una mia brutta sanguinaria copia, loro sono
il modello perfezionato, i Robofuhrer del futuro. Forse non useranno
tutti i miei metodi, forse si fermeranno prima, ma vi assicuro che
alla base di tutto c'è la mia vecchia semplice lezione: il più forte
deve dominare il mondo. I vostri esperti di comunicazione temono che
con la mia faccia stravolta e gli stivali militari spaventerei
qualcuno, farei apparire la violenza di ciò che sta accadendo, vi
smaschererei del tutto. Ma forse siete già smascherati.
Vincerete, questo è certo. Il popolo iracheno
ha imparato da Silvio Berlusconi che una grande felicità sta per
abbattersi su di lui. Glielo cederebbero volentieri, un chilotone di
felicità sulla sua villa di Arcore, ma non accadrà. Moriranno col
sorriso sulle labbra. Forse avrebbero preferito un'altra soluzione
per essere felici e liberi dal tiranno, ma voi non l'avete voluta
fin dal primo momento. Avete coltivato Saddam come un fiore, e così
questa commedia del disarmo. Siete ipocriti, bugiardi, e arroganti
dall'alto della vostra potenza militare. Perciò mi piacete un sacco.
Vi accadrà di uccidere dei bambini iracheni (ahimè,
succede, la guerra e la politica hanno sempre degli effetti
collaterali imprevisti e spiacevoli, da Buchenwald ai Gulag, da
Hiroshima alla prossima necessaria atomica). Ebbene, quando
seppelirete questi bambini fate loro una carezza e dite: questa è la
carezza di zio Adolf. Come sapete io amavo i bambini. E voi amate la
pace, e l'Italia è un paese sovrano e questa non è una guerra
d'aggressione. E poiché siete nel giusto, non la pagherete. Forse.
E' notte, e nel mio chalet tirolese in mezzo
alla giungla guardo il tuo discorso alla televisione, George
Wermacht Bush, e invidio lo stile e la pacatezza con cui comunichi a
miliardi di persone quello che io dovevo urlare con voce rauca e
gesti da burattino.
Ma l'anima è la stessa, e uguale è la fede in
una razza eletta e nella superiorità militare come unica vera
legalità. Sessant'anni non hanno consumato questo meraviglioso
ideale.
Caro George, ti faccio i miei migliori auguri e
spero che tu passi serenamente queste quarantotto ore. Ti perdono la
Normandia. In fondo, è grazie agli errori che si cresce, e voi avete
imparato la lezione. Con affetto, e basta orologi. Decidiamo noi che
ora è.
Adolf Hitler Casella postale 4535Mato Mato
Grosso
*******
Jim Morrison
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