(suscitò un pandemomio quando, rivisitata e lucidata a modo mio e pubblicata su di un rinomato sito di scrittura, mi fu dato del plagiatore dell'impareggiabile Baricco; alla ricerca di una verità, per chi ancora volesse approfondire, suggerisco di farsi una navigata sul grande Web, dove di "pannolini" a lavarsi ce ne sono proprio tanti. Conservo comunque una "liberatoria" rilasciatami dalla segretaria dello Scrittore, in essa, per l'appunto dei tanti rifacimenti sparsi o dispersi dappertutto, mi si assolve dalla...infamia :-)
 
I miei pannolini rilavati nel Web
 
(per i genitori di oggi e di domani, e per i promossi nonni!)
             
Carissimi, dal giorno della loro nascita ad oggi, credo che abbiate provveduto al "cambio" di non meno di 3000 pannolini, ce ne saranno ancora molti davanti a Voi...ma forse parlare al plurale degli operatori non é proprio corretto!
Da tempo mi rigiro questo testo contenente le istruzioni su come cambiare un pannolino, Vi consegno il vademecum.

1. Il pannolino puo essere cambiato per tre ragioni
a) perché lo dice la mamma;
b) perché lo dice la suocera;
c) perché il bimbo ha cagato.

Naturalmente il gesto va a perdere, nei primi due casi, gran parte della sua vera essenziale drammaticità.
L'autentico cambio di pannolino prevede la presenza della merda.
Di solito questa é la partenza...la mamma prende in braccio l'infante, lo annusa un po' e dice, con voce gaia (ma solitamente piuttosto cretina):
- E qui cosa abbiamo fatto, eh? Uhmm...sento un certo profumino...cosa ha fatto l'angioletto?
Poi la mamma va di là e si mette l'animo in pace vomitando.
A questo punto si riconosce se il padre è di destra o un padre di sinistra...
Il padre di destra dice:
- Che schifo! - e chiama la tata.
Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.

2. Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio
Il fasciatoio è un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza... comunque è studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino; far star fermo il bambino su quel piano e come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino.
E' fondamentale non distrarsi mai! Il neonato (medio) non è in grado quasi di girarsi sul fianco, ma è perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell'ombrello.. (pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott'acqua).

...dunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene!

3. Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino
contenente quello che Gadda chiamava "l'estruso".
E' il momento della verità!.
Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre...
La zaffata è impressionante...
E' singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine:
cose del genere te le aspetteresti dall'intestino di Bukowski, giammai da quello di tuo figlio...ma tant'è: non c'è niente da fare!
 
...o meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza!
 
Io, ad esempio, con un poco di buona volontà, ricordo che mi convinsi che tutto sommato la cacca dei bambini profumava di yogurt...davvero, fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che vostro figlio si sia comodamente seduto su una confezione famiglia di Yomo, naturalmente doppia panna...se guardate però é già più difficile...ma senza guardare?
Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati: adesso quando apro uno yogurt sento sempre odore di merda!

4. Impugnare, fermamente, con la mano sinistra
le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina.
Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate: prenderne una? neanche il mago Silvan ci riuscirebbe:
le salviettine vengono via solo e soltanto a gruppi di ottanta.
Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette.
A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa di stare appesa come un idiota, dà uno strattone:
non vi é caduta? bene!!! ma sarà riuscita comunque a spargere un po' di cacca in giro.
Tamponate d'urgenza, ovunque, con le salviettine profumate.
Ritirate su il... pollo e, finalmente, con gesto rapinoso, pulite il sedere del bambino.
Posate le salviettine usate nel pannolino, richiudetelo in fretta.

A quel punto la vostra situazione è:
a - nella mano sinistra un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio;
b - nella mano destra, una discreta bomba chimica.

5. NON andate a buttare la bomba chimica!
...la trota potrebbe scivolarvi per terra...quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l'aria.
Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a fondo e poi passate all'olio.
Ve ne versate alcune gocce sulla mano.
Esse scivoleranno immediatamente giu verso il polso, valicheranno il confine dei polsini, da li spariranno  i n e s o r a b i l m e n t e nell'underground dei vostri vestiti...la sera ne troverete traccia perfino nei calzini.
Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, che é un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e
del gesso liquido...ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc.
A quel punto avete praticamente finito! Bravi!
 
...a quel punto il bambino fa pipì!

6. Il bambino non fa mai la pipì a caso...
...la fa sul vostro maglione.
Voi fate un istintivo salto indietro?
Errore!
La trota, finalmente libera, si butta giù dal fasciatoio.
Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma l'accaduto!

7. Prendere il pannolino nuovo...
...e cercare di capire qual è il lato davanti (di solito c'è una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli).
Inserire il pannolino tra le gambe del bambino e chiudere.
Il sistema è stato studiato bene: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude.
Si, ma "quanto" si chiude?
Così è troppo stretto, così è troppo largo, così è troppo stretto, così è troppo largo.
Si puo arrivare anche ad una ventina di tentativi...é in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre scemo:
giustamente manifesta una certa delusione...cioè inizia a gridare come un martire.
 
...da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore!

8. Nonostante i decibel espressi dal bambino...
mantenere la calma e provare a rivestire il bambino...è questo il momento dei poussoir.
Quando Dio cacciò gli uomini dal paradiso terrestre disse:
- Partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli solo e soltanto con i poussoir!
Per chiudere un poussoir bisogna avere:
a - grandissimo sangue freddo,
b - mira eccezionale,
c - culo della madonna.
Il numero di poussoir presente in una tutina è sorprendente...e sempre perfidamente dispari.

9. Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino...
...avete praticamente finito.
Acc...vi state ricordando che avete dimenticato il borotalco...adesso il culetto si arrossirà!...ma pensate ai bambini in Africa
e concludete: si arrossirà, e che sarà mai!
Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma.
Lei chiederà:
- L'hai messo il borotalco?
Voi direte:
- Sììììì! (mi raccomando: con estrema convinzione).

10. Ripercussioni fisiche e psichiche
Fisicamente? cambiare un pannolino brucia le stesse calorie di una partita di tennis.
Psichicamente? il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono ed in pace con se stesso; per almeno tre ore è convinto di avere la nobiltà d'animo di Madre Teresa di Calcutta...
Poi...quando l'effetto svanisce...subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, cretino...ed anche un po' di destra.
Alcuni si spingono fino a consultare il settore "Decappottabili" sopra Gente&Motori...altri telefonano ad una ex-fidanzata...  ma
quando lei risponde mettono giù.
Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette, escono, poi, tragicamente, ritornano...perchè?
 
...in casa li avvolge la sicurezza del focolare,
...il tepore dei sentimenti sicuri,
...e un singolare, acutissimo profumo di yogurt!
 
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Sorridi sempre, anche se è un sorriso triste,
perché più triste di un sorriso triste
c'è la tristezza
di non saper sorridere.

Jim Morrison

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