Alla faccia della diversità!
 
 Mancava una manciata di minuti alla partenza, non lo avrei rivisto più.
 Il pranzo molto ben riuscito, riassetto la cucina quando vedo le pareti girarmi intorno, il cuore che m’impazza, una insolita fragilità nelle gambe, tempo d’aggrapparmi ad uno stipite, non finire distesa in terra: respiro profondamente, socchiudo gli occhi, infilo la strada più breve per distendermi sulla vicina panchetta.
 Da quando non rivedevo Andrea? tre anni? la sua voce maschia…aspetto ancora qualche minuto, poi rinfrancata mi rialzo, termino di sfaccendare, salgo in camera da letto.
 Dell’incontro ne avrei fatto a meno? non so... ma non avevo saputo dirgli di no, ed era ogni volta la stessa storia: non si sentivano per anni, scompariva, poi d’incanto una telefonata “Sei tu? vengo a pranzo!"

 Tutto come se niente fosse intervenuto nel frattempo...”Si, hai capito bene, dobbiamo raccontarci...sai, tutti i miei ultimi viaggi all’estero”.

 I suoi ultimi viaggi...l’ultima settimana bianca...l’ultima macchina, l’ultimo elegante abito alla moda...l’ultimo dopobarba…cerco di calmarmi, prendo la bottiglia di grappa (e si, in camera mi piace il “cicchetto”) me ne verso due dita, accendo una sigaretta (e si, fumo pure) chiudo nuovamente gli occhi.

 Odore di sudore... mani che salgono, umide e calde.
 Dolore tra le cosce... ”ma dai...devi solo aver pazienza di aspettare, una sveltina e poi tutto tornerà come prima”.

 Mio marito? si, proprio lui, dove sta? di sotto, sul divano con la sua cioccolata calda, l'amato carosello in tivvù...
 Finisco la sigaretta, devo sbrigarmi, vado in bagno, veloce sotto la doccia... “E dai che adesso sale…” mi guardo allo specchio, nuda bianca e tremante, lunghe gambe slanciate, e piccoli seni ancora svettanti e fianchi ben disegnati...gli sarei piaciuta ancora?
 Cazzo non saliva! mi vesto? mi vesto in un baleno e scendo e...li trovo allacciati che si baciano furiosamente, le mani avvinghiate tra le cosce.

*******

 
Sorridi sempre, anche se è un sorriso triste,
perché più triste di un sorriso triste
c'è la tristezza
di non saper sorridere.

Jim Morrison

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