
JOGGING E AVARIZIA
Ernesto è un manager ormai al
crepuscolo della carriera.
Sarà un pensionato giovane, comunque, attivo e in buona salute.
Ha costruito la propria fortuna grazie all'attenzione nei confronti del
denaro.
Spese sempre assai oculate, niente distrazioni costose.
Sua moglie Elda, insegnante di liceo, ha in fondo sempre apprezzato questi
risvolti del carattere del marito,
considerandoli un qualità.
Al contrario di Claudia, la figlia, che ha sviluppato nei confronti del
padre una conflittualità interiore.
Ernesto, infatti, allo scopo di non passare per tirchio, ha costruito nel
corso degli anni una sua particolare etica del risparmio, motivando punto
per punto quella che lui considera una vera e propria filosofia di vita.
In questo senso, i rapporti con Claudia, pur sempre improntati a grande
schiettezza, sono stati caratterizzati da un certo atteggiamento, più che
paterno, paternalistico, impositivo, spesso addirittura coercitivo.
Claudia somatizza molto questo rapporto bislacco.
Ernesto, oltre al denaro, coltiva anche il proprio fisico.
Sportivo e camminatore, non rinuncerebbe mai per niente al mondo alla sua
mezz'ora di jogging mattutino nel parco vicino
a casa, ormai conosce alla perfezione non solo ogni albero e cespuglio del
parco, ma anche i suoi "compagni di ginnastica",
con i quali peraltro non ha mai scambiato alcun dialogo, e riconosce
immediatamente ogni nuova entrata in... campo.
Sveglia alle sei, corsa dalle sei e mezza alle sette sette e un quarto,
poi colazione, doccia e in ufficio tra le otto e mezza e le nove.
Anche quella mattina, una mattina come tante, s'infila nella bruma del
parco dopo un tragitto cronometrico: portone di
casa, cento metri di marciapiedi, semaforo, (è rosso, ma continua la corsa
sul posto), attraversata.
All'interno, percorso classico fino alla fontana e ritorno, in senso
orario, passaggio nel sentiero stretto in salita.
Ecco... quella mattina, in cima alla salita del sentiero stretto si
presenta in senso antiorario un giovane sconosciuto, atletico e
muscoloso, il fisico solido che Ernesto sempre aveva desiderato.
Il giovane (ha gli occhi semichiusi, quasi non lo vede incrociandolo) gli
dà un colpo secco con la spalla e prosegue.
Ernesto, dapprima indispettito, viene successivamente colto da un dubbio
riguardante la sfera a lui cara del denaro.
Si ferma, ispeziona le tasche e la sua paura diventa realtà: quel
maledetto gli ha fregato il portafogli!
Fuori di sé per l'indignazione, ma anche per il denaro perduto, fa dietro
front e si lancia all'inseguimento del ladro.
Ernesto ha un gran fiato, nonostante l'età, raggiunge lo sconosciuto
presso lo stagno dei cigni dopo essersi munito di un nodoso ramo di olmo che
ora brandisce a mo' di scimitarra.
Ormai deciso ad affrontare il ladro, lo supera, gli si piazza davanti
minaccioso e gli intima: "Tira fuori il portafoglio, bastardo!"
In realtà, la locuzione "bastardo" non è prevista nel comune linguaggio di
Ernesto, né faceva parte del piano d'approccio al
malvivente, studiato appena nei pochi secondo precedenti.
Un'uscita troppo cinematografica, ma che pare sortire l'effetto
desiderato.
Interdetto, lo sconosciuto, nonostante i muscoli in bellavista, estrae il
portafogli e lo consegna senza fiatare.
Sbalordito, senza nemmeno guardarlo, Ernesto se lo infila in tasca e si
allontana a lunghe falcate... é in ritardo per l'ufficio,
accidenti al ladro.. un contrattempo che non ci voleva.
Ancora stupito per l'estrema naturalezza dell'azione, torna a casa, si
cambia velocemente, trasferisce il portafogli nella giacca, prende la porta
e se ne va.
Quella è una giornata dura: non riesce nemmeno a recarsi al bar per il
panino di mezzogiorno: quando torna a casa, la sera, è stanco e affamato, la
moglie e Claudia stanno chiacchierando in cucina.
Ernesto coglie un brano della conversazione:
"Papà sta peggiorando di brutto, sai ma'?"
"Cosa ha combinato, ancora, secondo te?"
"Adesso, pur di non spendere, taccagno com'è non si porta nemmeno dietro i
soldi, preferisce lasciare in salotto il suo
portafoglio!"
Ernesto strabuzza gli occhi per la sorpresa, torna sui suoi passi e non
può fare a meno di notare non uno, ma due portafogli quasi identici sul
tavolino del soggiorno, dove è solito svuotare metodicamente le tasche
quando torna a casa.
Del resto, i portafogli non si somigliano tutti?
Sapete una cosa? Dopo un attimo di sorpresa, non può fare a meno di
verificare minuziosamente il contenuto del nuovo portafogli... ma perchè,
Voi che avreste fatto?
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