Giubileo
Il Giubileo Cristiano, che ha inizio con
Diverse connotazioni presentano invece le celebrazioni dell'Anno Santo
nel 1900. Con la fine del potere temporale dei Papi, il Giubileo fu concepito
come occasione di ripresa della spiritualità Cristiana e nel
contempo si affidava ai Cristiani il compito di rinnovare una società
uscita lacerata dai conflitti Mondiali. Il prossimo Giubileo coincidendo con la
fine del Millennio assume invece aspetti che potremo audace-mente definire
"rivoluzionari". La lettera pastorale del Papa Giovanni Paolo II, la
"Tertio Millennio Adveniente",
ha, a mio avviso, la fun-zione di accompagnare l'uomo pellegrino
nel viaggio lungo il suo cammino esistenziale , verso quella che il papa chiama
"Dimensione antropologica".
In tale dimensione Cristo viene presentato come
Uomo Nuovo, punto di riferimento e d'ispirazione per l'uomo senza qualità e
senza bussola: il Nomade planetario. Il Giubileo, che è stato la scintilla
dello sci-sma Luterano potrebbe diventare, così come
Giovanni Paolo II ci ha dimostrato nel suoi viaggi intorno al mondo,
l'occasione affinché le varie anime del Cristianesimo riprendano una strada di
fratellanza uniti e tolleranti, produttori di pace. Questa festività, che
presso gli Ebrei antichi si concludeva con la
liberazione degli schiavi, nella Chiesa Cattolica ha assunto altre
particolarità significando la necessità di intensificare la pietà e la carità
dei fedeli, ritrovare il senso della giustizia e, con uno sguardo proiettato
nel futuro, ritrovare la dimensione cosmica del Cristianesimo. Quella che il
Papa chiama "Purificazione della memoria" è un punto di partenza per
imboccare tale stra-da.
Troppe nefandezze, troppe oppressioni, troppe
ingiustizie sono state commesse in nome di Cristo contro popoli di religioni
diverse e soprattutto contro gli Ebrei, colpevoli nell'idea di un Cristianesimo
approssimativo, di essere un popolo eternamente colpevole per l'assassinio del
figlio di Dio. Il Papa, av-vicinandosi alla fine del Millennio, ha chiesto più
volte scusa alle genti colpite dalla violenza dei Cristia-ni come fase
preparatoria ad incontri con le altre religioni senza l'ombra di questi
misfatti storici. Che ci sia bisogno di maggiore
spiritualità non lo si può nascondere; tutto è improntato all'avere più che
all'essere e sembra che l'uomo sia rimasto chiuso fuori dal grande cerchio, da
lui stesso costruito, che mette al centro dell'esistenza la produzione, gli
affari, i consumi e l'apparire.
Nell'angolo di questo scenario l'uomo è solo. Il bisogno di essere vicini a Cristo ritorna prepotente pro-prio a
causa di questa premessa. Il problema è come mettere il credente nelle
condizioni di non sentirsi diverso e quindi fuori dalla
società, se mostra la "debolezza" di aver bisogno dell'assistenza e
dell'aiuto di Cristo. L'uomo di fine millennio vive
angosciato dall'onnipotenza, cerca conforto nella ricerca scientifica e
so-gna di diventare immortale. E' invece nella fede che il sogno
dell'immortalità si realizza, in quanto la fede illumina l'esistenza, rafforza
e tempera lo spirito. La fede colma il vuoto dell'uomo dei nostri tempi, e
regala speranza. Ma il vero Giubileo non si potrà
realizzare nella sua interezza finché la parte dell'umanità diseredata, figli
di Dio anche loro, languirà nell'ingiustizia della povertà.
Testo a cura de: Il paradiso dello studente