Carlo Goldoni
La commedia goldoniana Il teatro comico, può
essere definita come "meta-commedia" in quanto tratta il metodo
secondo cui, per Goldoni, dovrebbe essere strutturata e realizzata una commedia.
Il titolo, in cui il tempo ed il luogo sono impliciti, fa
presagire che si tratti proprio di una commedia riguardante le commedie.
Dal testo si possono capire i modi e gli intenti della riforma goldoniana del Teatro Comico.La
riforma che egli intende attuare non è una riforma collocata in un ambito
prettamente letterale; egli mira ad incidere soprattutto nell'
ambito dello spettacolo e nei suoi rapporti con la vita sociale.
Soprattutto dalle considerazione di Orazio si può
capire il rifiuto che Goldoni ha verso
All' interno di questa commedia, viene inserita
Il copione di questa Farsa, appartiene al Vecchio teatro in quanto si possono
notare le stravaganze e gli artifici propri della Commedia degli Zanni (cfr. Atto II, scena IX).
Dall' opera Il teatro comico si può comprendere il passaggio dalla
commedia all' "improvviso" alla commedia di
"carattere".
Nella commedia all' "improvviso" abbiamo una drammaturgia d' attore,
in cui il modo di recitare risulta sostanzialmente autonomo dal testo scritto.In questo tipo di commedie non abbiamo però un testo
composto da parti interamente scritte, ma abbiamo un
canovaccio in cui è scritta solamente la struttura della commedia. Esso è
scritto in forma narrativa e rappresenta soltanto una traccia per gli attori, i
quali recitano improvvisando e basandosi sulla mnemonica.
Con Goldoni, il quale rifiutava fortemente la
volgarità buffonesca e la ripetitività della commedia dell' arte,
abbiamo appunto il passaggio da questo tipo di commedia, alla commedia di
"carattere". In quest' ultima si ha una
drammaturgia d' autore. Gli attori sono legati ad un
copione in cui le parti sono interamente scritte.
In Il teatro comico, possiamo sostanzialmente definire due categorie di
personaggi. Vi sono personaggi come Orazio, Placida e Anselmo che sono
sostenitori del nuovo teatro comico. Orazio infatti;
rifiuta le commedie proposte da Lelio e spiga a Tonino che se anche questo
nuovo tipo di teatro è più impegnativo, maggiori sono però i riconoscimenti del
pubblico e quindi il successo della compagnia.
Placida ed Anselmo spiegando invece che la gente è stanca di vedere sempre le
stesse cose e che bisogna offrire al pubblico cose nuove
e divertenti (cfr. Atto I, scena
II e Atto II, scena I ).
Vi sono al contrario, personaggi come Tonino e Lelio i quali si oppongono al
nuovo tipo di teatro comico. Tonino pensa che questo nuovo tipo di teatro abbia
mandato sottosopra il lavoro dei commedianti, i quali si trovano a dover
studiare una parte, sminuendo così la propria arte (cfr.
Atto I, scena IV).
Lelio invece, rappresenta il poeta di Compagnia. Egli propone componimenti
antiquati con soggetti sorpassati ed usa un linguaggio ricco di
artifici.
Entrando nel mondo dei comici e rinunciando alla poesia egli si abbassa alla
stregua degli attori
(cfr. Atto II, scena III ).
Per Goldoni, il comico è quindi inferiore allo
scrittore ed il testo ha preminenza sullo spettacolo.
In opposizione a Lelio vi è Orazio, il quale incarna in qualche modo la figura
del futuro regista.
Egli è principalmente attratto dalla novità e cerca di offrire al proprio
pubblico ciò che esso desidera
(cfr. Atto II, scena III ).
Ed è proprio tramite questo nuovo tipo di teatro ed ai cosiddetti comici
"illuminati" che cerca di ottenere il proprio scopo.
Sia Orazio che Anselmo, attribuiscono alla Commedia Riformata uno scopo etico-morale assente nella Commedia dell'
Arte in quanto sostengono che questa sia stata creata per correggere i
vizi e ridicolizzare i cattivi usi. Il pubblico prendendo parte alla
rappresentazione della commedia si sente partecipe delle passioni e dei
caratteri rappresentati così che possa valutare se questi siano
buoni, e quindi osservarli. Difatti il teatro goldoniano
assume anche un fine eudemonistico.
I personaggi femminili sono caratterizzati dal fatto che ogni donna
cerchi di mettersi in risalto rispetto alle altre.Ad
esempio infatti; Vittoria avendo ricevuto in questa
commedia solo una piccola parte decide di studiarne anche un' altra in cui
possa avere un ruolo di maggior spessore (cfr. Atto I, scena V).
A differenza delle altre donne però, Eleonora si sente superiore alle altre in
quanto si definisce una "virtuosa di musica" (vd.
Atto II, scena XV).
Presentandosi con arroganza, provoca subito il disprezzo da parte di tutti i
commedianti. Avendo bisogno di soldi, entra a far parte anche lei della
compagnia come commediante; anche grazie all' aiuto ed ai consigli di Orazio.
L' autore delle commedie della compagnia è lo stesso Carlo Godoni,
il quale nel 1750 compose sedici nuove commedie di carattere.
Egli funge da riformatore del teatro comico grazie alle sue innovazioni.
Propose una riforma a diretto contatto con il teatro ed assunse atteggiamenti fortemente polemici contro
Con Il teatro comico egli chiarisce come secondo lui, deve essere strutturata una commedia.
Dalle parole dei personaggi si può capire che egli intende proporre delle nuove
commedie, con nuovi soggetti, superando così l' antiquata
ripetitività della recitazione degli attori della Commedia dell' Arte.
Nel nuovo Teatro goldoniano le maschere rappresentano
dei tipi fissi, che nascono da un' astrazione di tratti comuni ad una
molteplicità di individui. In Il teatro comico le
maschere di Arlecchino, Brighella e Pantalone, parlano il dialetto veneziano ma
si possono notare in essi delle caratteristiche innovative che tentano di
abolire i vecchi concetti propri della Commedia degli Zanni.
Per Goldoni vi è una inscindibile corrispondenza fra
il teatro ed il mondo. Egli infatti; da un lato vuole
produrre testi che piacciano al pubblico, tenendo ben presente il linguaggio
dello spettacolo e dall' altro vuole che la sua commedia rifletta
realisticamente la società contemporanea. Per lui, il linguaggio deve
riprodurre il più possibile le capacità e le conoscenze degli uomini mentre la
commedia deve rappresentare dei caratteri individuali ed irripetibili
nelle sfumature dei vari comportamenti.
In quest' opera
si possono notare alcuni esempi significativi di realismo riguardanti l'
aspetto materiale della produzione teatrale come quello in cui il
capocomico Orazio decide di provare il terzo atto della sua commedia con la
tenda alzata per risparmiare sulle luci (cfr. Atto I, scena I).
Un' altro esempio è quello di Lelio ed Eleonora, i quali, pur non
essendo attori, entrano a far parte della compagnia come comici perché hanno
bisogno di denaro (cfr. Atto II, scena XV).
Goldoni, volendo ritrarre esempi di realtà
quotidiana, usa la lingua italiana in quanto era quella usata
qualora dovessero comunicare tra loro persone di diversa provenienza regionale.
Quindi è proprio questa lingua che si rivela
sostanzialmente come lingua teatrale per cercare di offrire una perfetta e
naturale riproduzione della conversazione quotidiana.
Testo a cura de: Il paradiso dello studente