Ambiente
In questi ultimo periodo chiunque, ascoltando il telegiornale o parlando
con i conoscenti, avrà affrontato un problema allo
stesso tempo grave ed imponente perché la specie umana riesca a sopravvivere
bene anche in futuro: il degrado dell'ambiente.
Ma, a differenza di quanto si possa pensare, non tutti
sanno cos'è l'ambiente. La risposta più semplice ed immediata potrebbe essere
"La natura" oppure "Il verde che ci circonda",
ma in realtà dietro tutto ciò si cela una realtà ben più complessa e
della quale l'uomo deve rispettare le regole. L'ambiente è qualcosa che
funziona insieme, un organismo, nel quale un singolo intervento locale ha
conseguenze sull'intero sistema, poiché i vari elementi sono collegati tra loro
da una stretta rete di relazioni; se si rompe questo equilibrio
o il sistema viene distrutto o si crea un nuovo equilibrio. Anche l'uomo svolge
un ruolo in questa interazione; la qualità della vita
è infatti influenzata per buona parte dall'ambiente in cui l'uomo vive e alle
caratteristiche che questo ha, adatte o non alla sopravvivenza della specie
umana. Spesso gli uomini operano interventi locali che rovinano in modo
irreparabile gli ecosistemi.
In questi ultimi due secoli il "progresso" ha
influito pesantemente sull'ambiente, modificandolo o alterandolo con
conseguenze anche drammatiche per la stessa sopravvivenza della specie umana;
si è passati ad un mondo costituito per di più di cemento che di
"verde".
Il degrado ambientale, infatti, è strettamente collegato al degrado della vita
di tutti gli esseri viventi, uomo compreso. Il problema è complesso, molto più
di quanto non sembri a prima vista, poiché fa capo a
un duplice squilibrio: quello del rapporto uomo-natura e quello tra popoli
avanzati tecnologicamente e popoli arretrati o in via di sviluppo. Fin dalla
propria comparsa sulla Terra l'uomo ha segnato profondamente l'ambiente con la
sua presenza per creare le condizioni della propria sopravvivenza e del proprio benessere. Per far ciò, ha però disboscato foreste,
messo a coltura i terreni, spianato alture,
addomesticato e ucciso animali; man mano il "progresso", la scienza,
la "tecnologia" gli hanno fornito strumenti sempre più potenti ed
efficaci per piegare la natura alle proprie esigenze. Tutto questo ha avuto un
prezzo: più sofisticati si facevano gli strumenti del
progresso, più alto diveniva il prezzo da pagare, fino alle drammatiche
conseguenze che vediamo ogni giorno ai telegiornali e che rischiano di
trascinarci in una catastrofe irreversibile.
La natura è per l'uomo una fonte di sentimenti e forti emozioni. Tutti
ci saremmo messi a fantasticare osservando il sole
sorgere, o la luna brillare nel cielo buio circondata dalle stelle lucenti che
sembrano quasi ballarle attorno. Oppure osservare le rondini volare nel cielo
azzurro vicino al sole splendente, quasi giocassero a prendersi l'un l'altra, o la sera quando in gruppo volano a cercare un
riparo più caldo. O ancora osservare il mare illuminato dalla luna, o un
cavallo correre libero in mezzo alla verde prateria.
Queste e ancora altre sono le immagini che rischiamo di perdere per sempre se
non cercheremo di rispettare un po' di più l'ambiente.
Per non parlare delle malattie causate dall'inquinamento, tra
i quali il più grave è certamente il tumore ai polmoni, provocato dall'eccessivo
smog che il nostro organismo deve sopportare.
Ma non sempre è l'uomo a
danneggiare l'ecosistema. Spesso terremoti ed alluvioni alterano in modo
irreversibile l'ambiente e l'uomo non può far altro che stare ad osservare
tutto, impotente di fronte a calamità di questa portata. Se facciamo con la
mente un salto nel passato ci possiamo ricordare dell'eruzione del vulcano
Vesuvio sulle città di Pompei ed Ercolano, i cui danni sono tuttora visibili; tutti i calchi degli uomini e
che dormivano tranquillamente, inconsapevoli della tragica fine che avrebbero
fatto di lì a poco. Ma per non tornare troppo indietro
si può pensare ai terremoti in Umbria avvenuti nel 1997 che hanno distrutto le
case delle famiglie che ora vivono nei container. Oppure
l'alluvione dell'anno scorso in Piemonte causata dalla rottura degli argini del
Po; le sue acque hanno sommerso e riempito di melma i paesi piemontesi. Non di
rado sui giornali leggiamo di frane sulle Alpi, vicino ai
passi montagna o di valanghe che riescono a spegnere vite umane.
Queste sciagure non avvengono soltanto in Italia, ma come qui in tutto il mondo.
E di fronte a tutto ciò l'uomo non può far nulla se
non cercare di salvarsi scappando. Ma prima o poi non
potrà più scappare. Per fare in modo che questo momento arrivi il più tardi possibile, è necessario che l'uomo abbia rispetto
dell'ambiente, tenti di salvaguardarlo e soprattutto provi a ricostruire dei
sistemi laddove l'ambiente è stato distrutto.
L'ambiente, oltre ad essere influenzato, influenza
la vita dell'uomo. Il fatto che esso sia costituito di cicli continui che in
più di un caso non possono essere interrotti, costringe l'uomo a cercare
soluzioni alternative. Basti pensare all'alternarsi delle
stagione e, di conseguenza, al variare della flora e della fauna dei
vari ecosistemi; questi cambiamenti influenzano notevolmente la nostra vita e
il nostro benessere. Per mantenere quest'ultimo l'uomo però cerca sempre delle soluzioni che spesso mettono a
repentaglio l'equilibrio dell'ambiente.
D'estate, ad esempio, per sconfiggere il caldo soffocante, si ricorre
continuamente ai ventilatori, si utilizza molto il frigorifero ed il freezer,
si consuma molta più acqua. In questo modo si sprecano le risorse di cui
disponiamo e s'inquina l'aria poiché i frigoriferi
producono cloro fluoro carburi che trattengono il calore all'interno
dell'atmosfera.
Attualmente il problema
dell'inquinamento ha assunto proporzioni drammatiche. Prima l'estensione delle
zone contaminate era molto modesta rispetto alla superficie terrestre. Ora,
invece, sta per raggiungere tutto il pianeta. Può darsi che anche in passato,
alle foci di alcuni fiumi, ci fossero zone inquinate
dai rifiuti industriali. Senza dubbio, però, appena ci si allontanava
dalla riva, il mare appariva in tutta la sua purezza. Stiamo avvelenando
tutta
Bisogna quindi mettersi in una posizione assai diversa da quella che ci è stata imposta negli ultimi due secoli: per cui si è
avuto un culto per il progresso scientifico e tecnico, una grande fiducia nei
vantaggi della urbanizzazione e addirittura entusiasmo per il progresso
industriale. Tutte le preoccupazioni dell'umanità dovrebbero concentrarsi sulla
ricerca di nuovi metodi e di nuove tecniche che
permettessero il progresso dell'uomo senza recare danno all'ambiente naturale. Se si orientasse la capacità creativa dell'uomo verso la
ricerca di tecniche per la conservazione dell'ambiente, riusciremmo a risolvere
questi problemi.
Testo a cura de: Il paradiso dello studente