Alcuni luoghi che sono stati di rilevanza bellica sono evidenziati da un rettangolo blu. Come si può vedere anche da questo mappa: vai a Google maps la vallata del Vipacco è la porta maestra per entrare in Italia dall'est. In particolare, c'è un paesaggio obbligato per superare l'Isonzo, illustrato qui sotto. Nella mappa si apprezza al centro l'Isonzo, nella parte inferiore l'altopiano carsico , a sinistra la pina del Vipacco.
Nei
secoli in questa ristrettissima zona si sono combattute molte guerre,
alcune delle quali di notevole importanza.Il motivo di
questa bellicosità bimillenaria stà iscritto nella geografia. Qui l'est e l'ovest del continente vengono bruscamente a contatto, in una zona che i monti rendono molto circoscritta. Il passaggio di un fiume secondario e i suoi immediati dintorni diventano cosi un punto focale della Storia.
Una premessa e parziale divagazione. Il ruolo di ponte verso est fu inizialmente svolto da Aquileia,
che nacque nel II a.C. come punto avanzato difensivo, a
chiusura dei valichi delle Giulie. Si sviluppo poi come
emporio fino a diventare il principale centro italiano per
le esportazioni, rivolte a tutto il Medio Danubio.
Con la diffusione del cristianesimo la diocesi di Aquileia diventò la più estesa in assoluto, con giurisdizione estesa fino al Danubio, per il suo ruolo di evangelizzazione dell'est. Forte o emporio o chiesa, rimase comunque sempre protesa a oriente.
Vediamo ora in dettaglio alcuni episodi bellici:
396 - Battaglia del fiumeFrigido Frigido è l'antico nome del Vipacco. Qui si scontrarono le truppe dell'Impero Romano d'Oriente con quelle d'Occidente. La battaglia fù molto incerta e segnata dalla bora, che favori gli arcieri orientali, disposti a favore di vento. In
seguito a questa battaglia Teodosio riunificò per l'ultima volta
l'Impero, ma dopo pochi anni ci fù il collasso
della parte occidentale. Inizia cosi la stagione delle invasioni barbariche, durata fino a metà X secolo. Nella
prima fase sono da ricordare gli Unni, che nel 456 varcano indisturbati
le Alpi Giulie per poi dilagare nella Pianura Padana. In questo periodo ci sono anche le invasioni dei Goti, che diedero il nome al Torre ( dal dio Thor), torrente che lambisce Udine per poi confluire nell'Isonzo a pochi chilometri da Gradisca.
568- Invasione deiLongobardi La presenza longobarda è ricordata da Farrad'Isonzo. Le farre erano unità tribali con obblighi militari , in questo caso di vigilanza sul guado dell'Isonzo. I
Longobardi avevano già fatto un primo tentativo di invadere l'Italia ,
transitando dal passo secondario di Uccea per aggirare le linee
difensive. Nel
loro secondo tentativo , questa volta con l'intera massa delle 400.000
persone che componevano quel popolo seminomade, ripercorsero con successo questa strada . Ne segui una dominazione che segnò profondamente la Storia d'Italia . La capitale fù inizialmente posta a Cividale. In questo periodo ci furono altri tentativi di invasione, in particolare degli Avari, ma furono episodi minori.
898 - 955- Razzie degliUngari Molto rovinose furono invece le incursioni di questo popolo. Anche
loro entravano dalla vallata del Vipacco, per poi devastare il
Medio Friuli partendo daLucinico. Per ripopolare il territorio furono chiamate genti slave:
a questo movimento deve la sua fondazione Udine.
Con gli Ungari si chiude il lungo ciclo delle invasioni dell'Alto Medioevo. Nel
1077, per una donazione dell'Imperatore, nasce il Patriarcato del
Friuli , erede della grande diocesi aquileiese. La sua sovranità passerà alla Serenissima Repubblica di
Venezia nel 1420.
1499- Razzie Turche Nelle
prima cartina, in alto a destra, si vede il Passo dei Turchi, valicato nel corso di incursioni verso Carniola e Carinzia. Dopo
un lungo periodo di sostanziale tranquillità a est , un altra popolo di
predoni si riaffaccia sulle Giulie. Sono gli akingi , razziatori
bosniaci che investono il Friuli sotto le bandiere
dell'Impero turco. E' un ripetersi dello stile di
guerra di Unni e Ungari, con rapide e incontenibili incursioni a cavallo. Per il Friuli la maggiore fù quella del 1499, che si spinse ben
oltre le "acque bianche " ( nome turco del Tagliamento).
In
questo periodo ci sono anche le grandi "Guerre Italiane" e in particolare la
guerra delle Lega di Cambrai. Con questa serie di conflitti buona parte dell'Italia
passa sotto il controllo di potenze straniere. In questo caso si tratta di invasioni da ovest o da nord (
memorabile la difesa della rocca di Osoppo, che sbarrava la Pontebbana) , per cui il confine orientale non è particolarmente
interessato. Da parte veneziana comportarono la perdita dell'essenziale fortezza di Gradisca, sostituita dopo un secolo dalla grande Fortezza di Palma ( Palmanova).
1615 - 17 Guerra di Gradisca o degli Uscocchi o del Friuli E' l'ultimo conflitto nel triveneto prima delle guerre napoleoniche. Si svolge tra Venezia e gli Asburgo, per dirimere il problema dei pirati uscocchi installati in Segna, Istria. A
rimarcare l'immutabile influenza del fattore geografico, il
teatro delle operazioni coincide con quello di una parte del fronte
della Grande Guerra. Il punto focale
delle operazioni fù il Castello di Rubbia
, sede del comando asburgico. Fù una logorante guerra di posizione,
decisa dalle epidemie e dallo sfinimento delle due parti. Di li a poco
ci sarà la grande peste del 1630, che segna la fase del brusco
declino italiano dalle altezze del Rinascimento.
1915-18 I Guerra Mondiale Siamo
infine arrivati ai giorni nostri. Sulla mappa sono segnati alcuni
dei luoghi che ricordano gli eventi, dal Poggio III Armata al Sabotino. Data la maggiore notorietà di questo conflitto, non mi dilungo oltre.