Sei qui: Home » Esperienze

Lettera aperta di Barbara Anderson al Dipartimento degli Scrittori della Società Torre di Guardia


Pensavo di conoscervi!

Nel 1517 Martin Lutero scrisse in una lettera all’arcivescovo Alberto di Magonza: «Vi prego di perdonare magnanimamente il fatto che io, feccia della terra, sia così presuntuoso da permettermi di indirizzarvi una lettera».

Sì, lo so che per voi non sono altro che feccia, proprio come il Magonza pensava di Lutero, e che vi state chiedendo come osi scrivervi una lettera io, disassociata dai Testimoni di Geova nel 2002. Fui accusata di essere una peccatrice impenitente e condannata per “aver causato divisioni”, quindi bollata come “apostata” per aver denunciato pubblicamente - nel corso del programma televisivo Dateline della NBC - le vostre direttive sugli abusi sessuali all’infanzia, che proteggono i pedofili, direttive che voi avete contribuito a formulare. Scommetto che, ora, vi ricordate di me, vero?

Mi sembra ingiusto che, per aver agito secondo coscienza, debba essere ostracizzata come un’apostata e considerata come morta dalla famiglia e dagli amici. Come se non fosse abbastanza, secondo La Torre di Guardia del 15 luglio 2011, sarei anche "mentalmente malata", perché così questa rivista definisce tutti gli apostati.

Si può guarire dalle ferite fisiche di un’aggressione, ma gli esperti sostengono che ingiurie e appellativi offensivi possono causare sofferenza emotiva, che può durare una vita intera. Ecco perché c’è il detto: «La penna è più potente della spada». Voi sapete che le parole possono essere taglienti come coltelli, e sembra che questa sia la ragione che vi spinge ad impiegare, nelle pubblicazioni della Società Torre di Guardia, delle parole capaci di danneggiare chi dissente dalle credenze dei Testimoni di Geova.

Sono passati quasi vent’anni da quando smisi di calpestare i vostri sacri tappeti. Ho apprezzato molto quel periodo, ad eccezione dei due momenti di conflitto avuti, in differenti occasioni, con due membri del vostro staff a causa delle loro pratiche amorali e disoneste. (Uno di questi due appartiene ancora al vostro staff).

A quel tempo credevo nell’integrità dei redattori del vostro reparto. Pensavo che fossero leali a Dio e che mai assumessero atteggiamenti equivoci rispetto alla verità religiosa. Ma ulteriori indagini mi hanno dimostrato che certi redattori del Dipartimento degli Scrittori sono incompetenti e alcuni sono semplicemente disonesti.

Se dicessi che le credenze dei Testimoni di Geova sono affidabili quanto l’olio di serpente, che si tratta solo di stupidaggini e parole inutili, molti nella nostra società “politicamente corretta” potrebbero considerare le mie parole offensive e ingiuriose. Eppure gli scrittori dello staff della Torre di Guardia credono di poter farla franca torcendo le Scritture, usandole contro chi mette in discussione le loro dottrine e direttive, e fanno ciò impunemente, come hanno preteso di recente: «Ebbene, gli apostati sono ‘mentalmente malati’ e cercano di infettare altri con i loro insegnamenti subdoli (1 Tim. 6:3, 4)».

In primo luogo, tutto ciò è ridicolo. Paolo non disse nulla circa gli "apostati", La Torre di Guardia l’ha fatto. E lui non ha asserito ciò nel versetto 4 dicendo, "costui [chiunque insegni altre dottrine] è mentalmente malato”. Le parole " mentalmente malato" descrivono una condizione fisica. Paolo, invece, disse: «[egli] … è mentalmente malato su questioni e dibattiti intorno a parole». Questi uomini letteralmente "mettevano in dubbio", “incalzavano”, creando controversie e dispute "sulle" parole di Gesù a tal punto che la voglia di fare polemiche era come una malattia. Poiché non c’era nessuna possibilità di ragionare con tali uomini "corrotti", Paolo esortò Timoteo a non perdere tempo con loro.  

Non intendo contestare la vostra traduzione della parola greca noseĊ con "mentalmente malato" o qualsiasi altra simile parola impiegata in altre traduzioni. Non voglio nemmeno criticare la descrizione negativa che l’apostolo Paolo fa dell’attitudine mentale dei suoi principali oppositori, che erano degli pseudo, o "falsi fratelli" o "falsi insegnanti", che esprimevano dubbi o dibattevano su un soggetto in particolare. Tuttavia, sono in disaccordo con l’applicazione interpretativa che fate voi delle sue parole.

I primi seguaci dell’ebreo Gesù Cristo erano ebrei e continuavano a rispettare la Legge di Mosè (Romani 15:7). I primi credenti cristiani, ebrei ellenizzati, descritti come "giudaizzanti", dibattevano ossessivamente sulle parole del Cristo, insistendo che i cristiani-gentili fossero circoncisi e che osservassero la legge mosaica. In Atti 15:5 leggiamo che alcuni credenti erano in precedenza Farisei. Paolo menziona le sue lotte con questo gruppo in almeno cinque delle sue lettere. Il Clarke’s Commentary scrive giustamente che questi “giudaizzanti ... non erano né apostoli, né uomini incaricati di un apostolato, ma erano senza dubbio membri della Chiesa di Efeso".

La controversia era sorta tra cristiani-ebrei e cristiani-gentili e l’ammonimento di Paolo fu specificamente opportuno per quella situazione temporale, certamente non attualizzabile più di 2000 anni dopo tale controversia. Sì certo, conosco Romani 15:4, dove Paolo dice che «tutte le cose che furono scritte anteriormente furono scritte per nostra istruzione» Contestualizzando, egli si riferiva al suo tempo, non al nostro. È grottesco e inesatto che gli scrittori della Torre di Guardia prendano un reale evento storico, riferito a quando i cristiani-ebrei volevano insegnare ai cristiani-gentili una “dottrina” completamente "diversa” (1 Tim. 1:3), ossia l’osservanza della legge mosaica, e colleghino una frase trovata in 1 Tim.6:4, che si riferisce a coloro che non accettavano le parole del Cristo, e la applichino agli ex Testimoni di Geova!

Nella versione semplificata de La Torre di Guardia del 15 luglio 2011, pubblicata per i bambini e altri che hanno solo basilari competenze in lettura, l’autore ha inserito un riquadro a pagina 11, dove gli "apostati" mentalmente malati e i "falsi maestri" sono definiti come "persone che si ribellano contro la vera adorazione e l’abbandonano". In questo modo avete etichettato in maniera maliziosa quelli che hanno abbandonato la religione. Così insinuate il timore nelle menti dei lettori, la maggior parte dei quali sono ingenui e innocenti e facili prede influenzabili da ciarlatani.

Luca, nostro nipote dodicenne, che sa che i suoi nonni hanno abbandonato la religione dei Testimoni di Geova nel 2002 e che ora sono ostracizzati, sarà indotto a coltivare lo spaventoso pensiero che siamo mentalmente malati. Provate a immaginare, se potete, come reagirebbe un bambino alla presenza di un genitore ex Testimone di Geova, dopo aver letto che chi abbandona quella religione è mentalmente malato. Dovreste vergognarvi di scrivere "gli apostati sono ’malati mentali’", parole piene di odio che insultano e denigrano persone che voi avete definito peccatori, semplicemente perché non se la sentono di accettare certi insegnamenti e direttive della Torre di Guardia, che essi considerano dannosi.

Mi permetto di ricordarvi ciò che scriveste in La Torre di Guardia del 15 febbraio 2000, p. 29: «Gli ecclesiastici ricorsero alla violenza per mettere a tacere una voce [quella di Cirillo Lukaris nel 1638] che smascherava alcuni errori delle loro dottrine non bibliche. Si rivelarono fra i peggiori nemici della libertà religiosa e della verità. Purtroppo questo atteggiamento si manifesta ancora in vari modi nei nostri giorni. Dovrebbe far riflettere su ciò che accade quando gli intrighi alimentati dal clero si frappongono alla libertà di pensiero e di espressione».

Per oltre quaranta anni ho creduto che foste diversi da quelli del clero che hanno cercato di sopprimere "la libertà di pensiero e di espressione" donata da Dio. Ma a causa delle vostre stesse parole sono arrivata alla conclusione che mi sbagliavo!

 

Distinti saluti,

Barbara J. Anderson

 

Temi proposti


L’altra faccia del geovismo


Email

scrivici!

Questa sezione, quindi, è a disposizione di chi vorrà narrare la propria esperienza di contatto con “l’universo geovista”.