Immagini.
Un gioco di seduzioni nato nell’intensità di uno sguardo, nella ricerca di complicità in bilico costante fra sogno ed emozione.
Dapprima un tenue, silenzioso movimento. Tensione che amplia i suoi gesti, curiosità che moltiplica i passi in traiettorie concentriche dove l’attrazione si fa desiderio e il desiderio ossessione.
Una danza fatta di sorrisi e turbamenti, di fughe ed inseguimenti, un vortice dei sensi il cui culmine diviene un istante che raccoglie e ferma il tempo; non vi è più distinzione fra fotografo/pittore e soggetto.
Entrambi sono l’immagine.


Se sei un viandante che leggendo queste parole, cammina su quella linea sottile che separa ciò che non è più da ciò che non è ancora; su quella linea sottile che è fulcro di tensione e forza proveniente da ogni epoca, cammini in quel centro di energia che si chiama presente.
Se ti abbandoni al calore del sole, adagiato in mezzo a queste pagine, potresti cominciare a sognare.
I sogni sono imprevedibili, bizzarri e affascinanti; a volte tenebrosi.
Si sciolgono nelle prime luci che accarezzano gli occhi, svanendo in pochi istanti; oppure accompagnano per tutta la giornata, regalando serenità o diffondendo irrequietezza, senza nessuna regola precisa.
Incuriosiscono, solleticano i sensi a volte eccitano ed altre fanno arrabbiare.
Sono reali al punto che si riesce a toccare, oppure sono effimeri ed evanescenti e non si riesce a legarli alla memoria.
Hai letto di sogni, hai letto di queste pagine blu...