La nascita dell'Associazione Sportiva risale al 22 agosto 1976 e si sono succedute moltissime cariche a Presidente, di cui l'ultimo in carica oggi, Salvatore Calì. Il San Teodoro si è affiliato alla Federazione Italiana Gioco Calcio dal 12 luglio 1985 ed ha sempre avuto una squadra iscritta in terza categoria a partire dalla stagione calcistica 1985/1986. Nel campionato 1998/1999, nel campionato 1999/2000 e 2009/2010 ha giocato in seconda categoria.
- Indirizzo Società: Via Europa n° 47;
- Citta: San Teodoro (ME)
- Cap.: 98030
- Telefoni 095/ Fax 095/
- E-mail:
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Dove c'é attualmente il campo sportivo, una volta si chiamava "area di
mastro Brasi".
Narravano gli anziani che mastro Brasi era un agricoltore che d'estate si improvvisava
scalpellino, ma poichè possedeva due capre e qualche pecora, per continuare a
lavorare, si faceva portare a dorso di mulo o su carro le pietre sullo spiazzo
erboso e mentre le sue caprette e pecorelle restavano al pascolo, lui lavorava
tranquillamente la pietra utilizzata poi dai muratori negli ingressi delle porte.
E mentre lavorava e gli animali brucavano l'erba continua l'aneddoto - mastru
Brasi chiacchierava con i bambini del paese che andavano a trovano e che gli
chiedevano di raccontare loro qualche "un cuntu", cioè una favola.
Prima che però l'allora
sindaco Vincenzo Leanza risolvesse il problema del campo sportivo, consultandosi
anche con il suo vice, il noto appassionato di sport professor Gaetano Virzì,
per oltre un ventennio ogni spazio diventava buono per tirare quattro calci al
pallone. Torna utile ricordare sfide memorabili contro Cesarò, Troina e Cerami
(organizzate da Gianni Anello) nel campo sotto il cosiddetto Pontelongo sulla
strada che porta a Cesarò, dove durante il fascismo i ragazzi delle scuole, vestiti
da "balilla" e da "piccole italiane" partecipavano alla colonia
montana "Costanzo
Ciano", in divisa picchettavano la zona e organizzavano giochi dall'alza-bandiera
sino al tramonto.
Ma prima di questo spiazzo, trasformato poi in area agricola, con i caseggiati
diventati anche discoteca e pizzeria, le partitelle tra casaloti e squadre forestiere
vennero disputate per anni in un grande spazio detto u'margiu a mula (dove tra
l'altro ora sorge la circonvallazione della zona a valle del paese che porta
anche verso la strada per il cimitero ed Ancipa e che allora si chiamava anche
sutta u "bagghiu") oppure sutta a "pirrera", in un altro grande spazio
erboso ricavato a un centinaio di metri sulla sinistra della strada che da San
Teodoro porta verso i boschi.
Ricordo che le formazioni le quali scendevano in
campo venivano letteralmente improvvisate, facendo scendere in partita ragazzi
che magari il sabato sera arrivavano dalla campagna soprattutto per il cambio
di biancheria o giovani muratori che, in virtù dei loro scarponi da lavoro e
di una presunta potenza naturale nel tiro e nel placcaggio degli avversari, venivano
preferibilmente schierati nel ruolo di terzini. Famosissima e richiestissima
l'accoppiata di terzini Peppino Lucifero (emigrato in Australia) e Liddu Versaci
(trasferitosi poi a Catania) che, calzando i loro scarponi da muratori - sistematicamente
impedivano a ogni attaccante di poter arrivare palla al piede sino alla porta.
Il Campo Comunale, dotato di spogliatoi, con cancello d'ingresso da via Circonvallazione,è
stato realizzato nel 1975 ed inaugurato il 23 agosto 1979 benedetto alla presenza
dell'autore del libro (in quanto presidente della Polisportiva) da monsignor
Giorgio Caputo.
La costituzione dell'Associazione Sportiva con atto notarile repertorio numero
7294 rogito 1375, risalendo al 22 agosto 1976, cioè tre
anni prima, servì quindi da molla per la soluzione di un problema che i giovani
di San Teodoro avvertivano da sempre.
E quando i Santeodoresi, oltre al campo,
ebbero anche una vera squadra, incominciarono a farsi molto onore.
Tratto dal libro "San Teodoro perla dei Nebrodi" Autore Enzo Catania

A.D.S.
