Riservatezza.
L'utilizzo della posta elettronica (E-mail) in campo medico è, almeno in Italia, agli inizi. Se, però, si riproducesse l'evoluzione osservata in altri paesi quali gli USA, la comunicazione tra i medici e tra medici e pazienti via posta elettronica potrebbe aumentare in modo esponenziale. Si riproporrebbe allora il problema della sicurezza dei dati che già ora si propone per le transazioni commerciali.
Nell'interazione medico-paziente via E-mail sono due le necessità di sicurezza che si impongono:
I dati trasmessi dal medico sono riservati e la loro segretezza deve essere protetta.
I messaggi che giungono al medico da parte dei pazienti devono essere firmati in modo inconfondibile per evitare che altre persone oltre al diretto interessato possano dare informazioni a suo nome.
La E-mail è un mezzo di comunicazione rapido e più comodo di quello telefonico; uno dei suoi svantaggi principali, però, è la mancanza intrinseca di privacy, imposta dalla struttura stessa di Internet per cui il messaggio di posta elettronica non differisce sostanzialmente da una cartolina che può essere letta senza problemi in uno qualsiasi dei passaggi cui è sottoposta nel tragitto da mittente a destinatario. Dando un'occhiata agli headers di qualsiasi messaggio di E-mail ci si rende subito conto che questo, prima di arrivare a destinazione, transita attraverso numerosi nodi: in ognuno di questi il messaggio può venire intercettato e letto (oltre che copiato e archiviato senza che mittente e destinatario ne sappiano nulla!).
La crittografia non è un mezzo per nascondere messaggi particolarmente riservati; si tratta semplicemente dell'equivalente elettronico di inserire il messaggio in una busta, per evitare che il postino e qualsiasi impiegato dell'ufficio postale possano facilmente leggere la corrispondenza.