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Fin dall’antichità abbiamo testimonianza di tentativi di processi di tessitura ideati dall’uomo in alternativa agli indumenti in pelle animale. Basti pensare alle incisioni rupestri in Valcamonica dove veniva rappresentato un telaio a peso. I primi telai che apparvero nel neolitico, erano infatti costruzioni molto semplici, poco più di una intelaiatura rettangolare costruita con rami o pali di legno messa in posizione verticale. La tensione dei fili di ordito era ottenuta tramite pesi, in argilla o pietra, che si trovano numerosissimi negli scavi archeologici. L'immagine di questo tipo di telaio è rappresentata sui vasi Greci, spesso abbinata all'immagine di Penelope. Nel medioevo il telaio verticale continua ad essere utilizzato per il confezionamento degli arazzi. La costruzione dei telai diviene sempre più accurata, fino a permettere nel rinascimento la produzione di manufatti complessi e raffinati. La tessitura diviene un'arte, grazie anche all'arrivo della seta dalla Cina, fiorisce la produzione di tessuti pregiati come raso, broccato, damasco, velluto. La storia della tessitura segue poi inevitabilmente passo passo quella dell'umanità:cercando di soddisfare le sue esigenze materiali l'uomo costruisce man mano macchinari sempre più complessi, sino ad arrivare al punto, nel XIX sec.,durante la rivoluzione industriale in cui le macchine condizionano e determinano la vita di un'ampia fetta della popolazione europea occupata nel settore tessile; il telaio esce da un ambito artigianale e domestico per diventare uno degli artefici della stessa rivoluzione industriale. Con l’avvento della modernità e le produzioni industriali la tessitura al telaio rimase il riferimento tessile per le famiglie meno agiate e per tutti gli amanti delle tradizioni antiche. La tessitura divenne una delle attività più diffuse nei paesi e nelle campagne. Alle donne veniva tramandata l’arte della tessitura e sin da piccole imparavano a lavorare al telaio e addirittura spesso il telaio stesso diventava parte della dote della sposa. Molte le manifatture e tutte di estrema bellezza. Una bellezza semplice essenzialmente naturale ma di grande valore sia artistico che emozionale. Veniva realizzato di tutto prevalentemente elementi per la dote della futura sposa e quindi coperte, lenzuola, asciugamani, tappeti e strofinacci. Anticamente nel corredo delle spose, oltre le coperte, si inserivano almeno tre servizi da tavola di solito in tessuto di ginestra realizzati con tecniche diverse.Si producevano tante altre cose : la tovaglia che serviva per coprire il pane nella lievitazione, il tessuto che veniva imbottito di lana per fare il materasso, tappeti realizzati con strisce di diversi tessuti e di vari colori,i sacchi , le sacche al posto delle odierne buste per la spesa, i pezzi di stoffa entro i quali si avvolgeva il cibo dei propri mariti da portare al lavoro , pannolini (in lino) e fasce in cotone con lavorazioni per fasciare i bimbi alla nascita, borse, tappeti da letto. Le materie prime utilizzate erano le classiche fibre naturali:il cotone, la lana, il lino coltivato e lavorato con grande impegno dai contadini dalla semina alla tessitura. La ginestra, spartium Junceum, raccolta nella stagione estiva, in Calabria era la fibra maggiormente utilizzata. Molto diffusa sul territorio aspro montano produceva una fibra grossolana per tessere sacchi bisacce e tele per il trasporto dei prodotti agricoli e durante l’ultima guerra anche indumenti per la scomparsa dal mercato delle fibre più nobili come cotone e lino. Anche la tradizione della seta in Calabria ha antiche radici. La nostra terra già nel medioevo era una delle maggiori produttrici poiché la coltura del baco era fortemente diffusa. Pertanto ai manufatti in ginestra si affiancano quelli più raffinati ed artistici in seta utilizzati come elementi di arredo (arazzi, tovagliati,ecc.) ed eleganti indumenti. La colorazione delle fibre si faceva con preparati del luogo a base di erbe, cortecce di alberi, radici, tartaro, detriti di ferro misti ad acqua lavorati dai fabbro-ferrai. Questi colori erano di tinte inalterabili all'acqua, al sole, al bucato e sfidavano con l'inalterabilità persino i secoli. I colori principali erano: il nero, il rosso, il caffé, il blu o il celeste, l'arancio, il giallo e il verde.
    
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