| Pellegrinaggio in TerraSanta: 23 Luglio 2008 |
| Emmaus |
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| Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro.(...) Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. (...) Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino". Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. |
Del luogo dove Gesù si manifestò a due discepoli dopo la risurrezione, il Vangelo precisa il nome (Emmaus), la qualifica (villaggio) e la distanza da Gerusalemme (60 stadi, corrispondenti a circa 11 km).Nonostante queste precisazioni, in diversi tempi, si sono avuti vari pretendenti al titolo di luogo autentico della Emmaus evangelica. La chiesa antica, a partire dal III secolo (Origene, Eusebio, Girolamo ecc.), identificò il villaggio di Cleofa con la città di Emmaus (divenuta Nicopolis dal 70 d. C.), ricordata nella storia dei Maccabei. Occorre notare che il nome del luogo corrispondeva bene, ma la qualifica e la distanza no, perciò si trova in alcuni codici biblici 160 stadi (corrispondenti a 30 km). Nel periodo crociato (XII sec.) si ricercò un luogo alla distanza giusta da Gerusalemme e fu così proposto il castello di Fontenoid (antica Kiriat-Iearim, odierna Abu Gosh), ma la nuova localizzazione non ebbe modo di attecchire, come invece avvenne per quella di el-Qubeibeh, che rimase l’unica a partire dal sec. XIV e che anche i francescani seguirono. La situazione topografica del villaggio, collocato su una delle strade che salivano a Gerusalemme, può avere certamente influito nella scelta del luogo, così come la possibile persistenza di tradizioni popolari. Nel 1861 il luogo fu acquistato dalla marchesa e serva di Dio Paolina de Nicolay (il cui sepolcro è nel fondo della chiesa) e donato alla Custodia di Terra Santa. Successivi scavi (1873-75; 1881-89; 1940-44) portarono al ritrovamento dei resti della basilica crociata con la "casa di Cleofa" inserita nell’angolo nordovest e di alcune case del villaggio medievale allineate lungo la via. La nuova chiesa in stile romanico (opera di fra Wendelin Hinterkeuser) fu consacrata dal Beato Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano nel 1902. |
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