| Pellegrinaggio in TerraSanta: 22 Luglio 2008 |
| Basilica del S.Sepolcro |
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| Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino. |
La chiesa del Santo Sepolcro è costruita sul luogo che la tradizione indica come quello in cui Gesù fu crocifisso, sepolto e risuscitato.Essa si trova oggi all'interno delle mura della città vecchia di Gerusalemme, al termine della Via Dolorosa, e ingloba sia quella che è ritenuta la collina del Golgota sia il sepolcro scavato nella roccia, dove Gesù fu sepolto. Durante la ricostruzione di Gerusalemme come Aelia Capitolina, voluta da Adriano nel 135, il luogo fu ricoperto di terra e vi venne edificato sopra un Tempio di Venere. L'imperatore Costantino I ordinò che venisse riportato alla luce (325/326), e incaricò San Macario, Vescovo di Gerusalemme, di costuire una chiesa su quel luogo. La chiesa di Costantino fu costruita attorno alla collina della crocifissione, ed era in realtà composta da tre chiese collegate, costruite sopra tre diferenti luoghi santi: una grande basilica (il Martyrium), un atrio chiuso (il Triportico) costruito attorno alla tradizionale roccia del Calvario, e una rotonda, chiamata Anastasis ("Resurrezione"), che conteneva i resti della grotta che Elena e Macario avevano identificato come luogo di sepoltura di Gesù. La roccia circostante venne scavata e la tomba venne incapsulata in una struttura chiamata Edicola (in latino aediculum, piccolo edificio) o Kouvoulkion (in greco, sacrario) al centro della rotonda. La cupola della rotonda venne completata per la fine del IV secolo. Questo edificio venne danneggiato dal fuoco nel 614 quando i persiani di Cosroe II invasero Gerusalemme e catturarono la Croce. Nel 630, l'imperatore Eraclio marciò trionfalmente in Gerusalemme e riportò la Vera Croce nella ricostruita chiesa del Santo Sepolcro. Sotto i musulmani il luogo rimase una chiesa cristiana. I primi governanti musulmani protessero i luoghi cristiani della città, proibendone la distruzione e l'uso come abitazione, ma dopo una rivolta nel 966, quando le porte e i tetti vennero bruciati, l'edificio originale venne distrutto completamente, il 18 ottobre 1009, dal "pazzo" califfo fatimide Al-Hakim bi-Amr Allah, che sradicò la chiesa fino alle fondamenta. L'edicola, i muri orientale e occidentale e il tetto della tomba scavata nella roccia in essa racchiusa vennero distrutti o danneggiati (i resoconti dell'epoca sono discordanti), ma i muri nord e sud vennero probabilmente protetti da ulteriori danni dalle macerie. Ad ogni modo una serie di piccole cappelle venne eretta sul sito da Costantino IX di Bisanzio nel 1048, in base a rigide condizioni imposte dal califfato. I siti ricostruiti vennero presi dai cavalieri della prima crociata il 15 luglio 1099. La prima crociata venne raffigurata come un pellegrinaggio armato, e nessun crociato poteva considerare completo il viaggio senza aver pregato come un pellegrino sul Santo Sepolcro. Il capo dei crociati, Goffredo di Buglione, che divenne il primo monarca crociato di Gerusalemme, decise che non avrebbe usato il titolo di "re", e si dichiarò Advocatus Sancti Sepulchri, "Protettore (o Difensore) del Santo Sepolcro". Il cronista Guglielmo di Tiro, riporta della ricostruzione a metà del XII secolo, quando i crociati iniziarono a rinnovare la chiesa in stile romanico e aggiunsero un campanile. Questi rinnovamenti unificarono i luoghi santi e vennero completati durante il regno della regina Melisenda, nel 1149. La chiesa divenne sede dei primi patriarchi latini, e fu anche sede dello scriptorium del regno. La chiesa, assieme al resto della città, fu presa da Saladino nel 1187, anche se il trattato firmato dopo la terza crociata permetteva ai pellegrini cristiani di visitare il sito. L'imperatore Federico II riconquistò la città e la chiesa con un trattato del XIII secolo, quando egli stesso era stato scomunicato dalla chiesa, col curioso risultato che la chiesa più sacra della cristiantà si trovò sotto interdetto. Sia la città che la chiesa vennero conquistate e pesantemente saccheggiate dai Khwarezmiani (Corasmini) nel 1244. La chiesa fu di ispirazione per altre chiese in Europa, spesso a pianta circolare. Costruzioni ispirate al Santo Sepolcro furono, tra le altre, il Battistero di Pisa o la chiesa di Santa Gerusalemme a Bologna. I frati francescani la rinnovarono ulteriormente nel 1555, essendo stata trascurata nonostante un sempre maggior numero di pellegrini. Un nuovo incendio danneggiò gravemente la struttura nel 1808, provocando il crollo della cupola della rotonda e la distruzione delle decorazioni esterne dell'edicola. L'esterno della rotonda e dell'edicola vennero ricostruiti nel 1809–1810 dall'architetto Komminos di Mitilene, nello stile barocco turco dell'epoca. Il fuoco non raggiunse l'interno dell'edicola, e le decorazioni in marmo della tomba risalgono principalmente al restauro del 1555. La cupola attuale risale al 1870. Un grande restauro moderno ebbe inizio nel 1959, compreso il restauro della cupola nel 1994–1997. Il rivestimento in marmo rosso applicato all'edicola da Komminos si è molto deteriorato e si sta staccando dalla struttura sottostante. Dal 1947 viene tenuto in posizione da una impalcatura in travi di ferro installata dal mandato britannico. Non si è ancora concordato un piano per il suo restauro. Diverse giurisdizioni cooperano, spesso con acrimonia, nell'amministrazione e manutenzione della chiesa e del terreno su cui sorge, in base a un decreto di status quo emanato dalla Porta Sublime nel 1852, per porre fine ai violenti dissidi locali. Le prime tre, nominate quando i crociati tenevano Gerusalemme, sono la Chiesa ortodossa greca, la Chiesa apostolica armena e la Chiesa cattolica romana. Queste rimangono le principali custodi della chiesa. Nel XIX secolo, la Chiesa ortodossa copta, la Chiesa ortodossa etiope e la Chiesa ortodossa siriaca acquisirono responsabilità inferiori, che comprendono sacrari e altre strutture all'interno e attorno all'edificio. Un accordo regola tempi e luoghi di adorazione per ogni chiesa. Per secoli, due famiglie musulmane neutrali, incaricate da Saladino, le famiglie Nuseibeh e Joudeh, furono custodi della chiave dell'unica porta. Quando un incendio divampò nel 1840, dozzine di pellegrini vennero calpestati a morte. Il 20 giugno 1999, tutte le denominazioni cristiane che dividono il controllo della chiesa concordarono sulla decisione di installare una nuova uscita per la chiesa. Non si ha notizia che questa porta sia stata completata. Appena oltre l'ingresso si trova la Pietra dell'Unzione, che è ritenuta il luogo dove il corpo di Gesù venne preparato per la sepoltura. A sinistra, o a ovest, si trova la Rotonda dell'Anastasi, sotto la più grande delle due cupole della chiesa, al centro della quale è posta l'edicola del Santo Sepolcro. In base allo status quo le chiese ortodossa, cattolica e armena hanno diritto di accesso all'interno della tomba, e tutte e tre le comunità vi celebrano quotidianamente la liturgia divina della messa. Viene usata inoltre per altre cerimonie in occasioni speciali, come la cerimonia del fuoco santo che si tiene nel sabato santo, celebrata dal patriarca ortodosso di Gerusalemme. Dietro la rotonda, all'interno di una cappella costruita con una struttura in ferro su una base semicircolare in pietra, si trova l'altare usato dalla Chiesa ortodossa copta. Oltre a questa, sul retro della rotonda, si trova una cappella molto grezza che si crede sia la tomba di Giuseppe di Arimatea nella quale la Chiesa ortodossa siriaca celebra la sua liturgia nelle domeniche. A destra del sepolcro, sul lato sud-orientale della rotonda, si trova la cappella dell'Apparizione, riservata all'uso della chiesa cattolica. Sul lato est opposto alla rotonda si trova la struttura risalente alle crociate che ospita l'altare principale della chiesa, oggi il catholicon greco ortodosso. La seconda e più piccola cupola poggia direttamente sopra il centro del transetto che attraversa il coro dove è situato il compas, un omphalos un tempo ritenuto essere il centro del mondo. A est di questo si trova una grossa iconostasi che demarca il santuario greco ortodosso, davanti al quale è posto il trono patriarcale e un trono per i celebranti episcopali in visita. Sul lato sud dell'altare, attraverso un ambulatorio, si trova una scalinata che sale alla Cappella del Calvario, o Golgota, ritenuto essere il luogo della crocifissione di Gesù, che è la parte più riccamente decorata della chiesa. L'altare principale della cappella appartiene alla chiesa greca ortodossa, mentre la chiesa cattolica romana ha un altare laterale. Più a est nell'ambulatorio, ci sono delle scale che discendono alla Cappella di Sant'Elena, che appartiene agli armeni. Da li, un altro insieme di scale porta alla cattolica Capella dell'Invenzione della Santa Croce, ritenuta il luogo dove la Vera Croce venne ritrovata. Dall'epoca della sua costruzione nel 335, e nonostante i numerosi ammodernamenti, la chiesa del Santo Sepolcro è stata venerata come il luogo autentico della crocifissione e sepoltura di Gesù. |
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