| Pellegrinaggio in TerraSanta: 21 Luglio 2008 |
| Monte degli ulivi |
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| Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: "Sedetevi qui, mentre io prego". Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate". Poi, andato un pò innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: "Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu". |
Monte degli uliviIl Vangelo di Luca afferma che Gesù è asceso al cielo dal monte degli ulivi, dalla cima più alta vicina a Betania. I primi cristiani, sino al V sec., ricordavano l'ascensione nel luogo dove sorgeva la chiesa di S. Elena, Eleona (oggi c'è il santuario del Pater Noster). Ci si accorse poi che la cima del colle era un po' più lontana (circa 100 m) e così Santa Pomenia su questa cima edificò un'altra chiesa dell'ascensione. Dopo alterne vicende i musulmani si impossessarono del luogo e vi costruirono una moschea, all'interno della quale vi è una roccia che per la tradizione è il luogo dell'ascensione. Dopo che i persiani distrussero la chiesa della santa nel 614, i crociati la ricostruirono a forma ottagonale, con la roccia al centro (oggi rimangono solo i basamenti delle colonne delle otto arcate che circondavano la roccia). La chiesa era a tetto aperto per far vedere il cielo come lo avevano guardato i discepoli quando Gesù vi salì (At 1, 10). I musulmani, in un secondo tempo, demolirono la parte esterna, tenendo però e chiudendo le arcate, e aggiunsero la cupola. La moschea, così strutturata, sorge vicina alla tomba di un'infermiera che aveva seguito le truppe islamiche sino a Gerusalemme e ad essa è dedicata. Rimase moschea sino la 1967. Dopo la guerra dei sei giorni, i cristiani, grazie al lavoro della diplomazia, hanno ottenuto la sua sconsacrazione e lentamente l'acquisizione del diritto di celebrarvi la messa nel giorno dell'Ascensione (la chiesa rimane comunque di proprietà musulmana). Cinque confessioni godono di questo diritto (cattolici, greco-ortodossi, armeni, sirio-ortodossi, copti) e vi ricordano l'ascensione in date differenti, a motivo della diversità dei calendari. La moschea è stata suddivisa tra queste confessioni (ai cattolici è stata riconosciuta la parte interna, dove c'è la roccia), anche perché ogni quattro anni le date della festa coincidono e tutti affluiscono per la messa che può essere celebrata solo dalle sette della sera sino alle quattro del mattino, periodo in cui i musulmani non pregano. La grotta del Padre Nostro
Gesù, dopo essersi recato al Tempio, spesso scendeva a Betania e, insieme ai suoi discepoli, si fermava per la notte sul monte degli Ulivi, rifugiandosi in una delle tante grotte. Sul monte Gesù saliva per predicare a quanti non potevano andare a Gerusalemme, ad esempio i lebbrosi. La tradizione riconosce una delle grotte come il luogo in cui Cristo insegnò agli apostoli il Padre Nostro.
Egli recitò questa preghiera due volte: sul monte degli Ulivi e sul monte delle Beatitudini. Gesù (cfr. Mt 6) nel ricordare le pratiche elementari della pietà, tra l'elemosina e il digiuno inserisce la preghiera, sottolineando come essa debba esprimere la nostra relazione filiale e familiare con Dio. Il Padre Nostro quindi è il prototipo di preghiera che chiede di far posto all'azione di Dio in noi,
di santificare il nome di Dio, cioè di riconoscere il nome di Dio come fondamentale per la nostra vita e di invocare la Sua misericordia. Apprezzando la cura che Dio ha per noi, siamo resi capaci di rivolgerci amorevolmente al nostro fratello e di concedergli il nostro perdono dopo esser stati noi stessi perdonati dal Padre.Su questa grotta S. Elena costruì la chiesa di Eleona, distrutta dai persiani e rimasta incostudita sino al 1882 quando una principessa francese comprò il terreno dai turchi e vi costruì un santuario affidato alle suore carmelitane. Qui la preghiera del Padre Nostro è stata tradotta in 160 lingue. Grotta del Getsemani (grotta del frantoio dell'olio). Il frantoio presente nella grotta probabilmente era di proprietà di un amico di Gesù, forse Marco. Quando si parla di orto del Getsemani si intende quindi il giardino dove si trovava il frantoio; è il luogo in cui Gesù fu arrestato. Dopo l'ultima cena egli lasciò otto apostoli nel frantoio e tre li portò con sé nel giardino, l'orto degli ulivi. L'ulivo è simbolo dell'immortalità perché anche se tagliato ricresce. Alcuni ulivi presenti tuttora nel giardino risalgono a 2000 anni fa. Sicuramente furono tagliati nel 70 per ordine di Tito. Oggi in questa grotta si trova una cisterna che probabilmente serviva alla pulizia del frantoi, un frammento di mosaico bizantino e alcuni reperti crociati. Accanto a questo luogo vi è una chiesa di origine crociata chiamata chiesa dell'Assunzione che ricorda il luogo in cui Maria è stata assunta in cielo. In questo sito sono inoltre presenti le rovine di due chiese, una bizantina e una crociata, ed è possibile vedere la chiesa costruita dal Barluzzi nel 1924, chiamata dell'Agonia o delle Nazioni perché nazioni diverse hanno donato i mosaici che ricoprono le cupole. Al centro dell'edificio si trova la pietra dell'agonia. L'interno è buio, essendoci solo due vetrate viola per rendere l'impressione di una grotta oscura. |
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