Pellegrinaggio in TerraSanta: 20 Luglio 2008

Pellegrinaggio:

16 Partenza
17 Nazareth
18 Tiberiade
19 Mar Morto
20 Betlemme
21 Gerusalemme
22 S.Sepolcro
23 Emmaus

20 Luglio:

Grotte dei pastori
Basilica della Natività
Visitazione
Ain Karem

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Domenica, 20 luglio: partiamo presto e ci dirigiamo verso Betlemme. Lungo la strada un'altra opera ci viene illustrata da don Maurizio, "Crocifissione Bianca" di Marc Chagall, con i suoi simboli, la scala, il candelabro e il contrasto tra la disperazione intorno al Cristo e la serenità del Suo corpo e del Suo volto. Entrando a Betlemme dobbiamo passare il check point israeliano e attraversare il muro che stanno costruendo e che ha reso veramente difficile la vita agli abitanti della città e non solo. Per aiutare anche economicamente i cristiani di Betlemme ci fermiamo in una cooperativa gestita da loro e qui acquistiamo i regali per i nostri familiari e amici, oggetti che poi vengono benedetti da don Maurizio.
Ci dirigiamo poi al Campo dei pastori, dove si trovano alcune grotte usate un tempo dai pastori per le loro veglie notturne. Qui si erge una chiesa moderna a forma di tenda nella quale sembra di sentir risuonare il "Gloria in excelsis" che in quella notte santa è stato proclamato ai pastori. In questa chiesa Antonella canta per noi con la sua splendida voce da soprano la "Ninna nanna" di Brahms.
In una di queste grotte celebriamo la Santa Messa dell'Incarnazione e don Gianattilio ci ricorda il significato teologico di un Dio che sceglie di nascere in una grottae la bellezza dell'essere piccoli e del sapersi affidare a Colui che mai ci abbandona. Alla fine riceviamo come segno della celebrazione un tenerissimo e dolcissimo Gesù bambino con l'invito da parte di Gianbattista di tenerlo in tasca, nella nostra quotidianità, così quando per caso lo toccheremo ci ricorderemo del suo e del nostro essere e rimanere come bambini.
La tappa successiva è molto importante: la Basilica della Natività. La basilica attuale è ancora quella di Giustiniano che nel 531 rielaborò la prima chiesa eretta nel 325 da Elena, la madre di Costantino. La basilica è rimasta intatta nei secoli perché i persiani videro sulla facciata un mosaico coi magi vestiti in costume persiano e perché anche i musulmani la rispettarono in quanto dedicata alla Vergine Maria, madre del profeta Gesù. Vi si entra attraverso una minuscola porta, che impediva ai soldati ottomani di entrare a cavallo nel tempio e che i cristiani chiamano "la porta dell'umiltà". Dal presbiterio centrale di proprietà greco-ortodossa attraverso due scalette parallele si scende alla grotta della Natività che comprende due settori: il primo è di proprietà greco-ortodossa e qui una stella d'argento ricorda il luogo della nascita di Gesù, il secondo è di proprietà francescana ed è la grotta della mangiatoia.
Al di là delle divisioni e diverse proprietà con cui purtroppo bisogna fare i conti qui, è indubbio che questo è uno dei luoghi più sacri per noi cristiani, che meriterebbe di essere onorato con preghiere e meditazioni. Invece dopo una lunga ed estenuante coda, ci ritroviamo a spintonarci per poter toccare e baciare la stella, a lottare per fare una foto, senza la possibilità di sostare in preghiera e renderci conto dell'Evento che qui è accaduto. Questo ci disturba e ci causa sofferenza, così come al Santo Sepolcro, dove si ripeterà la stessa scena. Troviamo invece la possibilità di qualche tranquillo momento di preghiera nella grotta della mangiatoia, dove regna pace e serenità.
Per avere un luogo dove celebrare la Santa Messa i francescani hanno costruito accanto alla basilica la chiesa di S. Caterina. All'interno si scende e si può visitare una serie di grotte in cui S. Girolamo ha vissuto per 36 anni e dove ha tradotto la Bibbia in latino, la celebre Vulgata.
A pranzo conosciamo don Paolo Accaini, compagno di messa di don Gianattilio e responsabile di Telepace, che trasmetterà un servizio sul nostro pellegrinaggio (andato in onda durante il telegiornale di giovedì 31 luglio).
L'opera che don Maurizio ci commenta sul pullman è "Cena in Emmaus" di Caravaggio. Qui Gesù ha il viso androgino, sintesi del maschile e femminile. I due pellegrini assumono una posa significativa: uno ha le braccia aperte a ricordare il Crocifisso e l'altro sembra alzarsi di scatto per la fretta di andare ad annunciare il Risorto.
Nel pomeriggio visitiamo Ain Karem, "il giardino della sorgente", il luogo in cui sono vissuti Elisabetta e Zaccaria ed è nato il Battista. Davanti alla chiesa di S. Giovanni Battista delle maioliche riproducono il Benedictus di Zaccaria in tutte le lingue del mondo noi recitiamo quella in italiano. La chiesa custodisce una grotta naturale che sarebbe appartenuta alla casa di Zaccaria e una stella indica il punto in cui è nato il precursore del Salvatore. Usciamo dalla chiesa e ci spostiamo in un'altra parte di questo villaggio, dove c'è una fontana detta "Fonte della Vergine". Recitando il Santo Rosario saliamo da qui al colle dove è posto il santuario francescano della Visitazione di Maria alla cugina Elisabetta (Lc 1,39-56). Nel cortile la preghiera del Magnificat è scritta su maioliche in più lingue. Dal cortile si entra in una cripta in cui vi è un pozzo dove gli apocrifi narrano che la Vergine abbia attinto l'acqua e un albio che secondo la leggenda avrebbe nascosto e salvato il piccolo Battista dai soldati di Erode durante la strage degli innocenti.
Torniamo in hotel dopo un'altra intensa giornata trascorsa in Terrasanta.