| Pellegrinaggio in TerraSanta: 19 Luglio 2008 |
| Qumran |
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Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilène,
sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.
Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio! |
Da Masada abbiamo raggiunto Qumran, località famosa per le straordinarie scoperte archeologiche, avvenutevi tra il 1952 e il 1956, di numerosi manoscritti risalenti al I sec a.C.
Nel 1947 un giovane pastore beduino, cercando una sua pecora, scoprì in una grotta un’anfora contenente dei rotoli in cuoio (si trattava del libro di Isaia). Questa fu la prima di altre eccezionali scoperte. Il beduino vendette a Betlemme i rotoli per due sandali ad un antiquario che interpellò un ebreo ortodosso. Quest’uomo conosceva l’ebraico antico e quando analizzò i testi ne capì il grande valore. Il rotolo risaliva infatti al I sec. a.C. e venne da lui stesso diviso in tre parti: una la tenne per sé e le altre due furono vendute rispettivamente in Inghilterra e negli Stati Uniti.
I documenti rinvenuti nelle grotte di Qumram si dividono in due gruppi contenenti rispettivamente materiale biblico con versioni doppie e triple di alcuni testi veterotestamentari e rotoli riguardanti la vita della comunità essena (la regola della comunità e il rotolo della guerra del bene contro il male). In una grotta venne ritrovato anche un frammento del vangelo di Mc (la fine del cap. 6) scritto in greco. Questa scoperta attesta che il vangelo venne scritto anteriormente al 70 (il dibattito su questo frammento è comunque tuttora aperto).
Prima della scoperta di questi rotoli l’unico documento originario della Bibbia che si possedeva era un breve pezzo del Pentateuco e del Deuteronomio. C’erano pochissime attestazioni antiche della Bibbia ebraica. La scoperta dei rotoli ha quindi permesso di appurare la qualità del testo biblico, mostrando che le versioni bibliche attuali sono fedeli a questi testi antichi e che la trasmissione è stata molto buona. Questi documenti sono scritti in ebraico e alcuni in paleoebraico . Le grotte sono undici, e tra esse le più importanti sono la prima e la quarta. In tali grotte sono stati infatti trovati i testi più lunghi ed integri. I documenti rimandano agli esseni; ma chi erano gli esseni? Gli esseni erano una comunità di sacerdoti che entrò in conflitto con i sacerdoti asmonei, considerati eretici, perché accettarono le modifiche cultuali imposte dagli ellenisti. Opponendosi al culto templare di Gerusalemme, adottarono, come segno di rottura, un calendario diverso, lunare. La celebrazione delle feste era perciò differente da quella che avveniva al Tempio. Si stabilirono in questa zona isolata nel II sec. a.C. Avevano due incarichi: salvare l’Antico Testamento dalla corruzione ellenista, facendone parecchie copie e preparare la strada al Messia, vincendo, in quanto figli della luce, la battaglia con le tenebre. Di notte gli esseni alloggiavano nelle grotte e di giorno, dopo essersi purificati, si recavano al monastero che per loro era così importante da divenire un sostituto del Tempio. Nel monastero era presente una biblioteca dove si dedicavano alle attività di copiatura della sacra scrittura. I monaci, inoltre, lavoravano i campi di datteri, la ceramica, ricevevano le offerte e i figli delle famiglie nobili che desideravano educare i propri bambini nel modo più ortodosso. Le poche notizie che abbiamo riguardo alla comunità ci sono giunte da Giuseppe Flavio che riferisce che la comunità è rimasta in questo luogo sino al 31 a.C e a causa di un terremoto ritornò nel 27 a.C., rimanendovi sino al 70 d.C, quando giunsero i Romani, diretti verso Masada. Gli Esseni, in quell’occasione, per evitare che il loro lavoro andasse distrutto, presero le copie dalla biblioteca e le posero nelle grotte, le quali vennero a loro volta nascoste. È presumibile che alcuni di loro abbiano oltrepassato il Giordano, altri abbiano raggiunto gli zeloti di Masada suicidandosi con loro. Comunque, dopo questa data, non si parlò più della comunità degli esseni. Si pensa che S. Giovanni, per come ci è stato descritto, avesse fatto parte della comunità o che comunque la conoscesse. Gli studi più recenti hanno messo in luce che l’influsso esseno sul NT non è così rilevante come si pensava in passato. Un qualche riferimento può essere trovato nel concetto di messianismo, benché diverso, predicato da Gesù, e nell’opposizione giovannea tra bene e male. Il monastero è strutturato in questo modo: ha una torre di guardia rivolta verso nord ed è diviso in due parti: la parte più esterna era dedicata al lavoro, quella più interna era riservata allo studio, alla preghiera e alla mensa. La presenza di vasche di purificazione sia all’entrata che al cuore del monastero si spiega con il fatto che, per accedere alla parte sacra, erano necessarie più purificazioni. Nello scriptorium sono stati rinvenuti frammenti di pergamena ed una vasca per purificarsi dopo aver scritto il nome di Dio. Dietro al monastero c’era una diga per raccogliere l’acqua piovana che d’inverno scorreva giù dalla montagna. D’estate portavano l’acqua dal Giordano. Vi erano diverse cisterne tra cui anche quella per l’acqua sporca che veniva usata nella fabbricazione della ceramica. Il refettorio aveva un pulpito sul quale un sacerdote saliva per leggere la parola di Dio mentre la comunità stava mangiando. C’erano inoltre una cucina e una dispensa. Dietro, si trovava il cortile dove venivano coltivati i datteri e nella zona esterna si può vedere la fabbrica della ceramica con accanto un cimitero, che sembra essere però di origine romana. |
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Qumran |