Pellegrinaggio in TerraSanta: 18 Luglio 2008

Cafarnao   Homepage  Precedente  Successivio 

E, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata(Mt 4,13-16). Il secondo giorno è stato dedicato alla visita di Cafarnao. Secondo quanto descritto da Giuseppe Flavio nel 70 d. C., Cafarnao era un grande centro urbano che si estendeva sino a Tabgha; contava 15000 abitanti, in maggioranza persone che lavoravano con le carovane. Era il primo centro che le carovane incontravano dopo aver attraversato il Giordano. Infatti il Giordano, che si immette qualche chilometro più in là nel lago di Tiberiade, divideva il territorio del tetrarca Erode Filippo, al di là del fiume, da quello di Erode Antipa in Terrasanta. Cafarnao, poco lontano dalla frontiera, era una dogana. Pietro, per evitare di pagare la tassa doganale, era ospitato dalla suocera e non tornava quotidianamente dalla sua famiglia a Betsàida, al di là del Giordano. Per le carovane provenienti dalla Persia, dalla Mesopotamia, dall’India, dalla Siria, dal Libano e dirette verso l’Egitto, Cafarnao era un centro di rifornimento e di riposo. La gente era molto indaffarata e presa dai suoi affari, poco attenta alla predicazione di Gesù. Egli rimase in questo luogo per due anni e durante questo periodo, sono collocati episodi come la pesca miracolosa, la scelta dei discepoli, la guarigione della suocera di Pietro, del paralitico, dell’emorroissa, la cacciata dei demoni. A Cafarnao Gesù parlò del pane della vita ma nonostante ciò le persone rimasero indifferenti alla sua predicazione. Egli prospettò la fine di questa città.

In seguito, vi fu una convivenza pacifica tra ebrei e cristiani che diede origine ad una comunità giudeo-cristiana, detta dei Minim (eretici), ancora presente in epoca bizantina. Cafarnao rimarrà fiorente sino al 480, quando, con la rivolta dei samaritani contro gli ebrei-cristiani, fu distrutta la chiesa costruita sulla casa di S. Pietro e la sinagoga ricostruita in epoca bizantina. Successivamente, arrivarono i Persiani che demolirono una grande parte di Cafarnao. Si stabilì poi il dominio arabo e la città piano piano perse d’importanza. La Via Maris , che passava per Cafarnao, fu cambiata con una strada proveniente dal sud, che attraversava il deserto dalla parte opposta. La città divenne così solo un centro di pescatori. Dopo il terremoto in epoca crociata, fu abbandonata nel 1200. Di questa città si perdono le tracce sino a quando nel Novecento un americano ne portò alla luce alcune rovine. I francescani identificarono questi reperti come i resti dell’antica Cafarnao e comprarono il territorio dai Turchi. Non potendovi costruire chiese, tennero la zona come area archeologica. I musulmani, convinti che i francescani cercassero un tesoro, vi misero mano, rovinando molti dei reperti ritrovati. I frati per difendere la loro proprietà furono costretti ad innalzare un muro e il padre che condusse gli scavi, Virgilio Corbo, è sepolto sotto l’attuale chiesa.

Le rovine della città sono di due tipi: quelle in pietra lavica risalgono all’epoca di Gesù mentre le rimanenti in pietra bianca sono di epoca bizantina (si tratta principalmente di resti della sinagoga ricostruita nel tardo IV sec.).

Rovine della sinagoga costruita sull’antica sinagoga del periodo di Gesù: si possono osservare alcuni simboli scolpiti tra cui:
· Stella di Davide a sei punte disegnata sullo scudo di Davide ed ora simbolo di Israele.
· Stella di Salomone a cinque punte. Salomone nell’AT viene descritto come un mistico che parlava agli animali ed era legato al culto astronomico dei persiani.
· Grappolo d’uva segno della fertilità della terra promessa (ora simbolo del ministero del turismo israeliano). Nella sinagoga sono inoltre raffigurate le altre sette piante bibliche: l’ulivo, il melograno, il fico, il mandorlo, il frumento, la vite e il dattero.
· Arca dell’alleanza costituita da una cassa con due ruote e due assi che servivano per portarla nel cammino degli ebrei. Dentro c’era la legge, il bastone di Aronne e la manna, segni della rivelazione di Dio nel deserto. L’arca rappresentava Dio che camminava con il suo popolo. Essa fu posta sulla pietra del sacrificio di Isacco sul monte Moria a Gerusalemme, dove Salomone fece costruire il tempio.
Nel Tempio si trovava dietro il velo e questo luogo era chiamato Shekinà (abitazione), la casa di Dio. Dell’arca santa si perdono le tracce dopo la distruzione del tempio da parte dei babilonesi. Il luogo rimane ancora oggi l’unico in cui per gli ebrei sarebbe possibile costruire il Tempio, perché lì è la dimora di Dio. Il problema è che attualmente esso è occupato dalla moschea musulmana. La costruzione del Tempio comporterebbe la distruzione della moschea. È stata proposta come possibile soluzione, per evitare anche la demolizione di quest’ultima, la divisione della spianata tra ebrei e musulmani ma per gli ebrei solo nell’area del Sancta Sanctorum è possibile costruire il Tempio. Tuttora, perciò, essi sono privi di un luogo per la preghiera e per il culto. Questo è un problema cruciale, da risolvere, per poter procedere con il processo di pace in Israele.

Nel 1968, sulla casa di Pietro è stata costruita una chiesa a forma di barca. Con l’edificazione della chiesa i francescani sono riusciti a far diventare Cafarnao un luogo sacro e non più archeologico. Davanti alla chiesa vi è un mosaico di forma ottagonale che apparteneva all’antica chiesa bizantina.
Padre Virgilio Corbo sosteneva che a Cafarnao passasse una strada principale. Essa costeggiava la sinagoga e finiva in prossimità del lago. Ai suoi lati vi erano i cortili che davano accesso alle abitazioni. In essi si trovavano utensili di uso comune come le macine, le giare della purificazione, i mortai e vi era anche una scala che serviva per salire sul tetto e rimettere a posto la paglia. Le case erano costituite da una singola stanza; con gli scavi non furono trovati né bagni né cucine. La purificazione fisica, secondo quanto ammesso nel Levitico, avveniva nel lago. Non erano quindi presenti le vasche per la purificazione mentre le giare per quella delle mani erano poste in ogni cortile. L’unica stanza era alta meno di tre metri e aveva finestre basse per poterla meglio ventilare.

Della casa di Pietro rimangono solo due porzioni di muro inscritte dentro un cerchio, perimetro della domus ecclesiae che conservò il luogo sino all’epoca bizantina, quando vi venne costruita una chiesa a forma ottagonale. A tale chiesa apparteneva il mosaico citato sopra. Recentemente all’interno dell’abitazione è stata trovata una canna da pesca il che sembra confermare che il proprietario della casa era in effetti un pescatore. Dalla struttura delle abitazioni di Cafarnao si possono comprendere meglio gli episodi evangelici della guarigione del paralitico e la parabola della dracma perduta.

All’interno del muro di cinta che costituisce l’area principale del sito sono stati esposti diversi elementi architettonici provenienti dalla sinagoga e disseminati nella zona. Tra questi, degni di attenzione sono un frammento di colonna recante la seguente iscrizione: Alfeo, figlio di Zebedeo, figlio di Giovanni, fece questa colonna, sia benedetto, un capitello che raffigura il candelabro a sette bracci (Menorah), la pietra miliare dell’imperatore Adriano che conferma il passaggio per Cafarnao della Via Maris, macine per il grano e un grande frantoio per le olive che mostra come fosse presente, accanto alla vita commerciale, anche un’ attività agricola.


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