| Pellegrinaggio in TerraSanta: 17 Luglio 2008 |
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Giovedì, 17 luglio: sveglia ore 7, ricca colazione a buffet, partenza ore 8. Destinazione: la Basilica dell'Annunciazione.Il cuore della chiesa attuale è rappresentato dalla grotta dell'Annunciazione dove viveva Maria prima di essere data in sposa a Giuseppe. Un altare del 1600 porta l'iscrizione: "Verbum caro hic factum est" (qui il Verbo si è fatto carne). Che emozione stare davanti a quell'altare sapendo che è proprio il luogo da cui tutto ebbe inizio! Da quel sì di Maria si aprì la possibilità reale della salvezza per gli uomini. Rimaniamo alcuni istanti ad onorare questo posto sacro e poi visitiamo la basilica anche nella sua parte superiore dove sono ritratte molte Madonne secondo le diverse nazionalità. Ci spostiamo poi nella Chiesa di S. Giuseppe, dove ha vissuto la Sacra Famiglia con Gesù fino ai suoi 30 anni. I primi giudeocristiani avevano trasformato in luogo di culto non solo la casa di Maria ma anche quella di Giuseppe ed è qui che celebriamo la Santa Messa. Alla fine Gianbattista, incaricato di preparare i segni liturgici delle nostre celebrazioni, ci invita a riflettere sulla povertà di questa terra e di Maria che è stata prescelta da Dio. Poi don Maurizio ci consegna un foglio raffigurante il quadro di Lao Kappa: "L'annunciazione", illustrandocene i simbolismi (le mani dei protagonisti, l'uovo, il giglio, la lama di luce che sembra entrare nel grembo della Vergine, la veste dell'angelo mossa dallo Spirito), visitabile presso la Chiesa di S. Giustina a Palazzolo. Visitiamo poi il Museo francescano, dove sono raccolti reperti delle chiese bizantina prima e crociata poi che sono state costruite sul luogo dell'Annunciazione. Di particolare interesse è una rupe che porta l'iscrizione greca "Ave Maria" rinvenuta su uno degli intonaci della primitiva chiesa-sinagoga costruita sulla casa (o sarebbe meglio dire grotta) in cui abitava Maria. Attraversando poi un tipico suk arabo arriviamo a visitare una chiesa di cristiani melchiti ricca di icone greco-cattoliche. Lì accanto si trova la sinagoga dove Gesù lesse il rotolo di Isaia e fece il celebre discorso che scatenò una violenta reazione da parte dei suoi compaesani. (Lc 4, 16-30). Saliamo ancora e arriviamo ad una chiesa greco-ortodossa costruita sulla cosiddetta Fontana della Vergine, dove appunto Maria andava ad attingere l'acqua e dove secondo i vangeli apocrifi l'angelo le apparve per la prima volta per poi precederla e farle il Santo Annuncio nella sua casa. Facciamo sosta per rifocillare anche i corpi dopo un tale nutrimento spirituale e pranziamo presso la Casa Nova dei francescani ai quali è affidata la custodia di alcuni luoghi della Terrasanta
Saliamo sul pullman e qui ci viene consegnato e illustrato un altro dipinto: "Natività" di Emil Nolde con una Maria fiera e felice che innalza come fosse un trofeo un Gesù poco celestiale e molto terroso. Sono le emozioni forti e dirette dell'espressionismo.Arriviamo poi con il servizio taxi, gestito dai beduini del deserto, su un alto monte che la tradizione cristiana ha identificato sin dal II secolo come il Tabor, il monte della Trasfigurazione, con cui il Cristo svela il mistero di gloria che si nasconde sotto la semplicità della sua figura di uomo. Don Gianattilio legge il vangelo, Mc 9, 2-8, e lo commenta per noi. Don Maurizio ci lascia qualche riflessione chiedendoci: "In quale occasione e in che modo ho vissuto una "trasfigurazione" nella mia vita?". Qui è stata costruita una basilica con tre cuspidi a rappresentare le tre tende e al suo interno ci sono due cappelle dedicate a Mosè e ad Elia, entrambi protesi verso il Cristo che occupa la navata centrale. Sotto, una vetrata rappresenta due pavoni simbolo dell'immortalità e ai lati i mosaici evocano le quattro trasfigurazioni di Gesù: la nascita, la morte, la resurrezione, l'eucaristia. Usciti dalla basilica godiamo di un panorama eccezionale sulla pianura di Esdrelon. Ultima tappa di questa ricca ed intensa giornata: Cana, il luogo del primo miracolo o meglio del primo "segno" di Gesù (Gv 2, 1-12). Lungo la stradina del villaggio passiamo accanto ad una chiesetta dedicata a S: Bartolomeo. La tradizione cristiana ha identificato questo apostolo con Natanaele, il discepolo di Cana appunto. Arriviamo alla chiesa francescana che commemora il celebre miracolo delle nozze. Qui le coppie di sposi del nostro gruppo si recano sull'altare per rinnovare le promesse matrimoniali guidati da don Maurizio e per la benedizione degli anelli. Alla fine anche coloro che hanno lasciato mogli o mariti a casa sono invitati sull'altare a fare altrettanto. Ad ogni coppia Gianbattista consegna una piccola anfora, fragile ma capace di grandi contenuti, da portare insieme con due manici per mantenere sempre l'equilibrio. Una bella metafora della vita sponsale! Davanti alla chiesa entriamo in un negozio di souvenir dove ci fanno assaggiare il "vino di Cana", forte e liquoroso. Rientriamo in hotel per la cena alla quale segue un'uscita serale per una intensa adorazione eucaristica presso la Basilica dell'Annunciazione. Sullo sfondo si sente la preghiera del muezzin che dal minareto chiama i fedeli. Questo non ci disturba, ma ci rende consapevoli dell'intreccio di religioni presente in questi luoghi, che in fondo testimonia la nostra comune appartenenza ad un unico Dio. |