La
luce solare, o più in generale il campo elettromagnetico di qualunque lunghezza
d’onda, proveniente dal Sole illumina il suolo attraversando l’atmosfera, che
da luogo ai seguenti fenomeni: assorbimento, emissione e diffusione. Questi
effetti si
producono nei due percorsi indipendenti che la luce
compie per passare dalla sommità dell’atmosfera fino al suolo e da questo fino
al sensore. A causa dell’assorbimento l’energia trasportata dal campo
elettromagnetico viene convertita in energia interna del gas atmosferico, con
una conseguente estinzione della potenza elettromagnetica trasmessa. Questo
fenomeno è selettivo in lunghezza d’onda e rende l’atmosfera terrestre opaca in
certi intervalli spettrali. Si parla dunque di finestre spettrali nelle quali
l’atmosfera è trasparente ed il suolo terrestre può essere osservato dallo
spazio. Anche la diffusione è un fenomeno quantitativamente importante, che può
modificare in modo significativo il segnale telerilevato. In particolare la
diffusione della radiazione elettromagnetica è più efficiente alle lunghezze
d’onda piccole (nel blu e nel violetto). In quest’intervallo spettrale fino
all’80% della luce proveniente da bersagli scuri, quale il mare o la
vegetazione, può essere dovuta alla diffusione atmosferica e solo il restante
20% è originato dall’oggetto osservato. Infine, l’emissione propria
dell’atmosfera terrestre diviene importante solo alle lunghezze d’onda più
grandi, nell’infrarosso termico, dove invece è trascurabile la diffusione.
Poiché
questi effetti sono tutti quantitativamente molto rilevanti è necessario in
ogni applicazione quantitativa del telerilevamento la loro correzione, che si
ottiene utilizzando approcci matematici complessi e modelli di propagazione
elettromagnetica (trasferimento radiativo) attraverso l’atmosfera terrestre.
Nel
caso specifico la radianza al sensore espressa in unità elettromagnetiche
(Livello 1B), limitatamente all’intervallo spettrale visibile e vicino
infrarosso e per un sensore operante in modalità pushbroom, è data da:
![]()
ossia
è data dalla radianza riflessa dal suolo
moltiplicata per la
trasmittanza atmosferica
più la radianza diffusa dall’atmosfera
. L’informazione di interesse nel caso del telerilevamento è
comunque la riflettanza del suolo, un parametro che in teoria permette di
riconoscere il materiale osservato utilizzando la sua firma spettrale.
Per passare dalla radianza al sensore alla riflettanza (Livello 2) del suolo
occorre invertire la precedente relazione, ottenendo il seguente risultato:
![]()
Dunque,
per effettuare questo livello di correzione è necessario conoscere tre quantità
che non sono state misurate dal sensore in modo indipendente: la radianza
diffusa
, la
trasmittanza atmosferica
e l’irradianza
incidente al suolo
. Spesso queste
quantità vengono calcolate mediante alcuni programmi molto complessi di
simulazione del trasferimento radiativo attraverso l’atmosfera terrestre. Uno
dei più conosciuti di questi programmi è il modello di trasferimento
radiativo denominato MODTRAN 4.