LA VISTA DEL BAMBINO
PROGRAMMA PER IL CONTROLLO DELLA SALUTE
DELL'APPARATO VISIVO NELL'INFANZIA
La vista rappresenta per il bambino la più importante fonte di informazione circa il mondo esterno ed è di fondamentale importanza per il suo sviluppo, tanto che si può avere una grave compromissione dello sviluppo generale quando la percezione visiva risulta danneggiata. I primi anni di vita rappresentano un periodo molto importante nello sviluppo della vista, per cui ogni patologia o difetto che danneggi la visione in questo periodo ha degli effetti permanenti sulle future capacità visive del soggetto.
A parte un esame clinico dell'apparato visivo all'età di 12-18 mesi, di norma la prima visita oculistica completa nel bambino si esegue all'età di tre anni, preferibilmente dopo avergli insegnato a riconoscere l'orientamento delle "E" di Albini, cioè quella specie di "forchettina" che i genitori possono disegnare o far disegnare al bambino, con le punte rivolte ora in alto, ora in basso oppure a destra o a sinistra, e che durante la visita gli verranno mostrate, di dimensioni progressivamente minori, per verificare se ne riconosce l'orientamento.
Tuttavia in casi particolari, l'età della prima visita può essere anticipata, e non esiste in questi casi bambino troppo piccolo per essere visitato (si può visitare anche un neonato di un giorno). Il pediatra è certamente il medico più vicino al bambino e quindi colui che deve eventualmente consigliare una visita oculistica anticipata, ma l'attenzione di genitori scrupolosi è uno strumento insostituibile nello scoprire per tempo eventuali anomalie dell'apparato visivo dei bambini. La visita oculistica nei primissimi mesi di vita viene sempre effettuata nei bambini nati prematuri, nei neonati da madri che durante la gravidanza hanno sofferto di particolari patologie (es. rosolia, toxoplasmosi, ecc.), nelle macroscopiche malformazioni congenite dell'apparato visivo; negli altri casi i genitori devono essere particolarmente attenti ad alcuni aspetti degli occhi dei loro figli, e cioè: alla differenza di dimensione fra un occhio e l'altro, alla presenza di un riflesso chiaro che rende grigia o bianca una o entrambe le pupille, alla deviazione verso l'interno o l'esterno di un occhio (da considerare normale solo fino al terzo mese di vita), ad un atteggiamento indifferente alle persone ed agli oggetti che circondano il bambino, che non si modifica con il passare dei mesi, soprattutto se genitori, fratelli, nonni, o zii del bambino presentano difetti visivi molto elevati, all'arrossamento degli occhi e alla presenza di secrezione sulle palpebre. In presenza di uno di questi fattori è necessario sottoporre precocemente il bambino ad una visita oculistica.
Dopo la prima visita, le successive hanno abitualmente una cadenza all'incirca annuale, a meno che vengano riscontrate anomalie, nel qual caso l'oculista consiglierà l'intervallo più idoneo dopo il quale effettuare la visita di controllo.