CATARATTA
PAGINA INCOMPLETA; LAVORAZIONE IN CORSO
Il cristallino è una lente naturale situata all'interno dell'occhio, subito dietro alla pupilla, che fa parte dell'obbiettivo oculare e serve a focalizzare le immagini sulla retina. Anatomicamente è costituito da una capsula che contiene un ammasso di lamelle proteiche stipate tra loro come gli strati di una cipolla. La sua consistenza è variabile a seconda dell'età; nel giovane è gelatinosa, mentre nella persona anziana si ha un progressivo indurimento del nucleo centrale che è formato dalle lamelle più vecchie. La cataratta consiste in una progressiva opacizzazione del cristallno che, impedendo ai raggi luminosi di raggiungere la retina, determina una riduzione dell'acutezza visiva. Negli stadi iniziali si ha solo una sensazione di annebbiamento, in seguito, mano a mano che l'opacità si intensifica, la riduzione visiva diventa sempre più marcata e nei casi più gravi può ridursi alla sola percezione di luci e ombre. La terapia della cataratta è essenzialmente chirurgica, infatti fino ad oggi non sono state trovate terapie farmacologiche in grado di far regredire una cataratta, cioè di restituire la trasparenza ad un cristallino diventato opaco. Nell'esecuzione dell'intervento chirurgico oggi non ci si limita più , come in passato, solo ad aportare il cristallino opaco, ma lo si sostituisce con uno artificiale, di materiale sintetico, restituendo all'occhio tutta la sua integrità anatomica con risultati funzionali veramente eccellenti. Negli ultimi anni la tecnica chirurgica si è notevolmente evoluta e si è arricchita di sempre nuove metodiche che hanno reso l'intervento più sicuro, più rapido e meno traumatizzante per le delicate strutture oculari. Un tempo l'intervento era tecnicamente possibile solo quando la cataratta era molto avanzata ed era perciò necessario aspettare anche molto tempo prima che la cataratta fosse "matura", cioè pronta per essere operata. Oggi tale ostacolo è completamente superato e tecnicamente l'intervento è possibile in qualsiasi momento. Inoltre, mentre un tempo il cristallino veniva estratto ancora intero e questo richiedeva una ampia apertura del bulbo con conseguenti lunghi tempi di convalescenza, oggi il cristallino viene frammentato all'interno del bulbo e aspirato con una sonda introdotta nell'occhio attraverso un piccolo foro, garantendo un traumatismo minimo e tempi di recupero postoperatorio estremamente rapidi, senza tutte quelle precauzioni che un tempo erano invece necessarie.
Delle varie tecniche chirurgiche adottate, la facoemulsificazione è oggi quella più moderna e si attua mediante una speciale sonda ad ultrasuoni, i quali disgregano il nucleo del criastallino i cui frammenti vengono quindi aspirati dalla sonda stessa. Il cristallino viene così "svuotato" del suo contenuto, mentre la capsula è risparmiata e viene così a formare una specie di sacca all'interno della quale si inserisce la lentina artificiale che viene così ad occupare la stessa posizione del cristallino originario. Può capitare, a distanza di tempo dall'intervento, che anche la capsula del cristallino, lasciata, come si è detto, nell'occhio, diventi opaca, provocando una riduzione della vista. Si tratta della cosiddetta "opacizzazione della capsula posteriore", impropriamente chiamata anche "cataratta secondaria". In realtà non si tratta della formazione di una nuova cataratta, come qualche volta si sente dire, bensì di una opacizzazione della membrana capsulare. Questo inconveniente in passato rappresentava un grosso problema e per qualche tempo è stato un ostacolo allo sviluppo di nuove tecniche chirurgiche. Oggi il problema è stato completamente risolto grazie all'impiego dello Yag laser. Si tratta di un particolare tipo di laser che permette di proiettare all'interno dell'occhio un raggio di luce in grado di praticare una piccola apertura nella zona centrale della capsula opacizzata, restituendo immediatamente una visione perfetta senza danneggiare le strutture circostanti, e senza compromettere la stabilità della lentina impiantata. L'applicazione laser viene eseguita in ambulatorio e richiede solo pochi minuti. E' proprio questa metodica che ha fatto nascere l'equivoco, ancora oggi molto diffuso, che la cataratta possa essere operata col laser. In realtà il laser può solo essere utilizzato nel trattamento della cosiddetta "cataratta secondaria", mentre nessuna tecnica permette oggi di utilizzarlo per l'intervento vero e proprio, anche se numerose ricerche sono attualmente dirette proprio in questo senso.
ESAMI PREOPERATORI NECESSARI PER L'INTERVENTO PER CATARATTA
- ELETTROCARDIOGRAMMA CON RISPOSTA SCRITTA

- MISURAZIONE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA

- ESAME URINE COMPLETO

- ESAMI DEL SANGUE :
emocromo con formula leucocitaria e conta piastrine
azotemia
glicemia
transaminasi
markers epatiti B e C
fosfatasi
creatininemia
colinesterasi
tempo di Quick
dosaggio elettroliti: sodio e potassio
IL CONSENSO INFORMATO per l'intervento di cataratta e per l'impianto del cristallino artificiale a fissazione sclerale
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